Venerdì, 03 Aprile 2020 14:29

LO STUDIO/ Nuove regole per i wind days? Il sindaco di Taranto “ciò che vogliamo non sono nuove regole ma una vita senza wind days” In evidenza

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“Oggi Taranto non è più interessata a perfezionare le cautele nei "wind days", oggi noi non siamo semplicemente più disponibili a vivere giorni di "wind days". Tutta Italia sta toccando con mano quanto sia complicato e doloroso restare ingiustamente segregati e privati delle più normali libertà ed attività“. Lo dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, circa lo studio effettuato da esperti e ricercatori a proposito della revisione dei criteri alla base dei “wind days”. Questi sono i giorni in cui le particolari condizioni del vento, spingendo verso la città le polveri minerali del siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva, determinano la necessità di adottare precauzioni di sicurezza per la popolazione che risiede nei quartieri di Taranto più esposti perché più vicini all’impianto industriale.

 

Per il sindaco di Taranto, “ogni studio è interessante e forse utile, ma no, grazie. Cambiare gli orari di apertura delle finestre non è più in discussione - afferma Melucci -. Possiamo solo discutere dello stop delle fonti inquinanti e del ritorno ad una vita normale. Come vale per tutti i cittadini del mondo civilizzato”. E infatti dal 29 marzo scorso il sindaco ha dato esecuzione alla seconda parte della sua ordinanza sulle fonti inquinanti che prevede che ArcelorMittal, gestore della fabbrica, e Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria, fermino gli impianti entro 30 giorni perché non hanno adempiuto all’intimazione di individuare e rimuovere le stesse fonti inquinanti, che era il primo obbligo del provvedimento. Per il sindaco di Taranto, il Comune di Taranto, “che pure è un mero esecutore, aveva più volte richiesto l'aggiornamento della delibera regionale del 2012, che regolamenta le misure nei giorni definiti "wind days". E sulla assurdità di far vivere segregata, ancora nel 2020 e al tempo del coronavirus, una intera comunità nei numerosi giorni di vento dell'anno, piuttosto che intervenire con convinzione sulle fonti inquinanti, siamo tutti d'accordo”. “Ma ormai il tema, ancorché significativo dal punto di vista scientifico, sembra meno attuale”, afferma Melucci riferendosi al particolare momento determinato dal coronavirus.