Giovedì, 02 Aprile 2020 21:31

CORONAVIRUS/ La straordinaria gara di solidarietà che rende l’Italia una nazione unica In evidenza

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di Ingrid Iaci
Che popolo straordinario , quello italiano, capace di dare il meglio di sè nel momento dell’emergenza, quando ce n’è più bisogno. Dall’inizio di questa pandemia da coronavirus che da febbraio sta straziando le regioni settentrionali, Lombardia in testa, ma che ha messo in ginocchio anche il sud del Paese, abbiamo assistito ad una straordinaria gara di solidarietà finalizzata all’implementazione delle strutture sanitarie e alla fornitura di dispositivi di sicurezza personali, necessari per poter fronteggiare l’avanzata del virus.

 

La “maratona del bene” è partita proprio all’indomani della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo nazionale, il 9 marzo scorso, grazie all’impegno e alla notorietà della coppia social per eccellenza, Chiara Ferragni-Fedez, che in meno di una settimana, ha raccolto più di 4 milioni di euro per l’hospedale San Raffaele di Milano.

A seguire sono partite tante altre raccolte fondi, donazioni importanti come quella del cavaliere Berlusconi di 10 milioni di euro alla regione Lombardia o quella della famiglia Agnelli agli ospedali piemontesi.

 

E man mano che il mostro invisibile si mostrava in tutta la sua virulenza, è cresciuta l’esigenza di decuplicare (o forse più!) la fornitura di dpi (dispositivi di protezione individuali) il cui consumo giornaliero è pari ad una cifra a sei zeri. E così la beneficenza ha preso la forma della riconversione industriale e tante aziende, o perché costrette dai provvedimenti governativi e quindi ritenute non essenziali o perché giustamente hanno anteposto l’interesse nazionale al profitto aziendale, hanno cominciato a fabbricare ciò che risulta più utile in questo momento.

La maison Armani, per esempio, al posto di lussuosissimi tailleurs ha scelto di produrre camici monouso per i medici dei reparti Covid-19 mentre Gucci e Prada producono mascherine usa e getta. Bulgari e Ramazzotti, al posto di profumi e liquori producono ora gel disinfettante e la Ferrari ha iniziato a collaborare con l’unica azienda italiana che fabbrica ventilatori polmonari.

 

Come annuncia in una nota l’assessore regionale alle Attività produttive della Puglia, Cosimo Borraccino, fa sapere che: “Sono tantissime le imprese (pugliesi) che, in queste ore, stanno manifestando la loro volontà di produrre mascherine, tute, caschi protettivi, componenti per i ventilatori, e, grazie al supporto del Politecnico, stiamo mettendo a loro disposizione le conoscenze e le competenze di docenti, ricercatori e tecnici in grado di supportarle in questo significativo sforzo di riconversione produttiva”.

Nella fattispecie, l’esponente della giunta Emiliano menziona l’azienda “Leonardo” che “presso il sito produttivo di Grottaglie, sta già producendo, utilizzando una innovativa tecnologia di stampa tridimensionale, valvole utili per modificare un particolare modello di maschere subacquee e trasformarle in respiratori per terapie sub-intensive. “

 

La lista, vivadio!, è infinita e si estende a calciatori e sportivi di ogni genere da Lukaku, Totti, Ronaldo, la Pellegrini, nessuno è voluto mancare all’appello con la solidarietà.

L’Italia tutta, da nord a sud, sta dando prova di grande coraggio, resilienza e capacità di rimboccarsi le maniche anche quando le mani sono ancora sanguinanti di fatica.