Martedì, 31 Marzo 2020 16:45

CORONAVIRUS/ Domani prefetto e sindacati in videoconferenza per fare il punto su situazione generale e in particolare in ArcelorMittal In evidenza

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 Il prefetto di Taranto, Demetrio Martino, ascolterà domani alle 12 in video conferenza i segretari dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. Si farà il punto della situazione relativamente all’impatto che il coronavirus sta determinando sul mondo della sanità e su quello del lavoro in provincia di Taranto. Si affronterà anche il problema del siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva, considerato che il 3 aprile scade il decreto dello stesso prefetto che ha autorizzato sino a questa data lo stabilimento a tenere in funzione solo per finalità di salvaguardia e di sicurezza gli impianti attualmente in marcia - escludendo quindi la produzione per fini commerciali - e ad impiegare nel sito industriale 5500 lavoratori al giorno, di cui 3500 di ArcelorMittal, sui tre turni, e 2000 dell’indotto. Col nuovo decreto che il prefetto dovrà emettere, i sindacati puntano ad ottenere una revisione dell’autorizzazione.

 

 Il fatto che ArcelorMittal  sia stata autorizzata a far entrare in fabbrica 3500 addetti, ha suscitato ripetute proteste dei sindacati, che chiedono una stretta a questi numeri e la predisposizione della fabbrica in assetto minimo e in regime di comandata. Richiesta che oggi hanno ribadito anche i sindaci del Tarantino in un documento congiunto. Per "meglio tutelare la salute pubblica", i sindaci hanno chiesto al prefetto di indurre "la società proprietaria dello stabilimento ad adottare il regime di comandata, con la esclusiva finalita' di evitare danni agli impianti e rischi di incidente rilevante".La richiesta é stata motivata anche "a seguito dell'avvenuto accertamento di un caso di positività che ha riguardato un dipendente dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, considerata l'alta densità di lavoratori dell'intera provincia di Taranto sia tra i dipendenti diretti che indiretti”. Questo, hanno detto ancora i sindaci, considerato “che nei giorni precedenti all'accertamento del caso, il dipendente possa essere venuto in contatto con altri colleghi, i quali possono essersi infettati rappresentando essi stessi potenziali vettori del virus” e considerata la libera circolazione di detti lavoratori, all'interno del territorio ionico”. Ieri le sigle metalmeccaniche Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb hanno chiesto di nuovo di essere ascoltati da prefetto, Spesal Asl, custode giudiziario della fabbrica, ArcelorMittal e Confindustria Taranto ma nessuna convocazione è arrivata ad oggi.Nel pomeriggio, infine, intorno alle 16 il presidente di Confundustria Taranto, Antonio Marinaro, sarà in videoconferenza con i dirigenti di ArcelorMittal. All’ordine del giorno, i pagamenti alle imprese e la rinegoziazione dei contratti.