Giovedì, 26 Marzo 2020 19:09

L’APPUNTAMENTO/ Domani la benedizione di Papa Francesco da piazza San Pietro deserta. Ci sarà il Crocifisso ligneo miracoloso dei Giubilei In evidenza

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di Ingrid Iaci

Si rinnova domani, 27 marzo, alle ore 18, da una deserta Piazza San Pietro, l’appuntamento del Santo Padre che ancora una volta invita i fedeli a stringersi  in preghiera per invocare la fine della pandemia da coronavirus.

Per l’occasione, è stato disposto il trasferimento del Crocifisso ligneo miracoloso dei Giubilei, solitamente conservato nella chiesa di San Marcello al Corso, presso cui il Santo Padre si era recato in pellegrinaggio lo scorso 15 marzo.

Durante la funzione dal sagrato della basilica petrina, Papa Francesco impartirà  la benedizione Urbi et Orbi con la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria, secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica.

L’evento andrà in onda in diretta mondovisione e potrà essere seguito in più lingue sulla Radio Vaticana o tramite i canali media di Vatican News (sito internet, pagina Facebook e canale YouTube) nonché dal canale televisivo TV2000.

Simbolo dei Giubilei, questo Crocifisso porta sul retro incisi i nomi dei vari Pontefici e gli anni di indizione dei Giubilei. 

E’ il crocifisso, abbracciato da san Giovanni Paolo II, che ha segnato il culmine della Giornata del perdono durante il Grande Giubileo del 2000, come ha ricordato Vatican news. 

Le tante tradizioni di miracoli attribuiti al “SS. Crocifisso” hanno inizio il 23 maggio del 1519, quando un incendio, nella notte, distrugge completamente una Chiesa in Via del Corso, a Roma, intitolata a San Marcello. Il mattino seguente l’intero edificio è ridotto in macerie ma fra le rovine emerge integro il crocifisso dell’altare maggiore, ai piedi del quale arde ancora una piccola lampada ad olio. 

L’8 ottobre 1519 Papa Leone X ordina la riedificazione della chiesa.

Tre anni dopo l’incendio, Roma viene colpita dalla “Grande Peste”. Il popolo porta il crocifisso in processione, riuscendo a vincere anche i divieti delle autorità comprensibilmente preoccupate per il diffondersi del contagio. Il crocifisso viene prelevato e portato per le vie di Roma verso la basilica di San Pietro. 

La processione dura per 16 giorni: dal 4 al 20 agosto del 1522. 

E man mano che si procede, la peste dà segni di regressione, e dunque ogni quartiere cerca di trattenere il crocifisso il più a lungo possibile. 

Al termine, al momento del rientro in chiesa, la peste è del tutto cessata.

Dal 1600 la processione dalla chiesa di San Marcello alla basilica di San Pietro è diventata una tradizione durante lo svolgimento dell’Anno Santo, come riferisce Vatican News.

Oggi, invece, il Crocifisso ha fatto il suo ingresso in Vaticano, nel più totale silenzio ma con altrettanta solennità, su un furgoncino e senza nessuna processione.