Mercoledì, 25 Marzo 2020 15:47

CORONAVIRUS/ In attesa delle decisioni del prefetto ArcelorMittal rinvia a domani l’incontro con i sindacati. L’ad Morselli “se scendiamo sotto l’attuale soglia minima creiamo un danno a tutto lo stabilimento” In evidenza

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ArcelorMittal ha rinviato a domani mattina il previsto incontro di oggi pomeriggio con i sindacati metalmeccanici per discutere del passaggio della cassa integrazione nel siderurgico di Taranto da quella ordinaria (in corso) a quella Covid 19 (da attivarsi). Il rinvio dipende dal fatto che si attendono le decisioni del prefetto di Taranto, Demetrio Martino, circa l’eventuale sospensione dell’attività produttiva dello stabilimento. Il prefetto tra ieri e oggi ha raccolto le valutazioni sul problema dei sindacati confederali, delle sigle metalmeccaniche, di ArcelorMittal, di Ilva in amministrazione straordinaria, di Spesal Asl, Confindustria Taranto, Camera di Commercio di Taranto e custode giudiziario della fabbrica. Il cambio di tipologia di cassa integrazione alla luce della vicenda Coronavirus è già stato comunicato via lettera ai sindacati da ArcelorMittal. Si tratta di passare dagli attuali 1273 addetti a circa 5mila.

ArcelorMittal e commissari in call conference col prefetto “Per evitare danni allo stabilimento impianti in comandata per tre giorni al massimo”

 

“Puoi mettere gli impianti siderurgici in comandata, col fermo, avendo in fabbrica circa 1500 dipendenti, solo per due-tre giorni al massimo, poi devi necessariamente ripartire. Andare invece per un periodo superiore, magari 15 giorni, significherebbe danneggiare in modo forte gli impianti stessi di ArcelorMittal”. Lo dicono fonti vicine all’amministrazione straordinaria Ilva dopo la 'call conference' di questa mattina che il prefetto di Taranto, Demetrio Martino, ha tenuto con diversi soggetti per fare il punto sul siderurgico ex Ilva alla luce di quanto prevede il Dpcm in materia di attività produttive e Coronavirus.

 

 I commissari di Ilva erano tra i partecipanti. Le fonti riferiscono che sul fatto che ci possano essere le comandate agli impianti - quindi un presidio di sicurezza e di vigilanza - solo per un periodo temporalmente contenuto, si sono dichiarati concordi  tutti i tecnici che, questa mattina, erano in 'call conference' col prefetto di Taranto, e quindi, oltre a Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli impianti, anche ArcelorMittal, che è gestore in fitto. “Il vertice è stato positivo, c’è stato un confronto proficuo - spiegano le fonti -. Il prefetto di Taranto ora valuterà e deciderà, ma stamattina gli è stato presentato il quadro della situazione”. Collegata anche l’amministratore delegato Lucia Morselli che, riferiscono le fonti, ha detto “che in questo momento mio interesse è ridurre produzione e addetti impiegati perché non si sta vendendo nulla e perché è tutto fermo, ma se scendiamo sotto la soglia minima sulla quale già siamo attestati, creiamo un danno a tutto allo stabilimento”. Fonti vicine a Ilva in as aggiungono infine che i rappresentanti di Spesal Asl hanno dichiarato che ArcelorMittal si è attivata,che le direttive in materia di prevenzione e di sicurezza sono state applicate dall’azienda, e che sono state riscontrate delle criticità, nel senso di misure non applicate o non applicate correttamente, solo per alcune realtà dell’indotto. 

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