Martedì, 24 Marzo 2020 22:09

CORONAVIRUS/ Il prefetto scrive a ministri e governatore “non escludo di dover procedere alla sospensione dell’attività produttiva di ArcelorMittal”. Domani la decisione In evidenza

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 “In base agli esiti degli accertamenti disposti” il prefetto di Taranto, per il siderurgico ArcelorMittal, “non esclude di dover procedere alla sospensione dell’attività produttiva” in base all’articolo 1 della lettera G del Dpcm 22 marzo 2020. A tale sospensione, precisa, “conseguirà analogo provvedimento per le imprese dell’indotto”. Lo scrive il prefetto di Taranto, Demetrio Martino, ai ministeri Interno, Sviluppo economico e Lavoro, nonché alla Regione Puglia, in merito alla ex Ilva di Taranto. 

 Il prefetto scrive che “particolare rilievo assume la comunicazione prodotta dalla società ArcelorMittal, gestore degli impianti ex Ilva, con la quale ha sostenuto, in relazione alla tipologia di impianto connotato da ciclo continuo, la legittimità della prosecuzione dell’attivita produttiva che al momento impiega circa 4.000 dipendenti (50 per cento dell’ordinaria forza lavoro).  Collegate alla continuità della ex Ilva le comunicazioni fatte pervenire da alcune aziende dell’indotto”. Il prefetto annuncia di aver incaricato i Vigili del Fuoco “per una valutazione tecnica sualla effettiva necessità di mantenere la produzione attuale, quale misura indispensabile per non compromettere la sicurezza e la funzionalità degli impianti”. 

La decisione avverrà domani. 

“Il prefetto - hanno dichiarato Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb che questa sera sono stati in call conference- ha ribadito che un eventuale assetto di marcia sarà consentito solo per preservare gli impianti insieme alla incolumità dei lavoratori”.     

“Per quanto ci riguarda - sostengono le federazioni metalmeccaniche - la salute dei lavoratori e delle loro famiglie viene prima della produzione”. I sindacati affermano di aver “ribadito le ragioni delle nostre richieste ovvero un assetto di marcia a minimo di regime (salvaguardia impianti) ed inoltre la necessità dello stesso trattamento per i lavoratori delle ditte dell’appalto”. Il prefetto, specificano i sindacati, “ha preso atto delle nostre rivendicazioni compreso l’abuso delle comandate allargate”.