Lunedì, 23 Marzo 2020 14:19

CORONAVIRUS/ Vendevano mascherine da 0,50 centesimi fino a 35 euro; l’affare scoperto dalla GdF a Taranto. 8 denunce e 7mila dispositivi di protezione sequestrati In evidenza

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 Otto denunciati a Taranto e 7000 mascherine sequestrate dalla Guardia di Finanza a Taranto in campo per bloccare manovre speculative sull’emergenza Coronavirus. “I finanzieri - dichiara il comando provinciale Taranto - hanno effettuato un’analisi dei prezzi praticati sia alle Asl, che a soggetti privati nel periodo ante e post crisi sanitaria, con specifico riferimento alle mascherine protettive identificabili con le sigle FFP1, FFP2, FFP3 oltre a quelle definite “chirurgiche”. Dai riscontri - dice GdF Taranto - è stato accertato che la variazione in aumento dei prezzi in termini percentuali oscilla tra il 700% e il 1500% circa. Mascherine che nel 2019 venivano acquistate a 0,50 centesimi di euro ora in piena crisi sanitaria sono proposte in vendita agli Enti pubblici ad oltre 5 euro il pezzo ed ai privati anche a 35 euro, prezzi frutto di una evidente attività speculativa

 “Il business - rileva GdF Taranto - è risultato così conveniente che esercenti con oggetto sociale diverso dal sanitario, come ad esempio negozi di telefonia, si sono improvvisati venditori di mascherine chirurgiche (aventi un prezzo pre crisi tra i 2 e 5 centesimi) acquistando in un caso quantità per circa 15 mila euro per ricavarne in pochi giorni guadagni per oltre 23 mila euro”. Sono state denunciate alla Procura 8 persone (titolari di attività) per il reato di manovre speculative su merci, procedendo al sequestro di circa 7000 Dispositivi di protezione individuale.”Le mascherine sequestrate, previo accertamento da parte dell’ Asl Taranto della loro conformità all’ utilizzo sanitario, con apposito provvedimento del procuratore aggiunto della Repubblica di Taranto - dichiara GdF Taranto - sono state messe a disposizione del prefetto di Taranto e del Dipartimento di Protezione Civile per i necessari provvedimenti di acquisizione ai fini della successiva distribuzione agli Enti che ne abbiano necessità per far fronte alla contingente carenza”.