Domenica, 22 Marzo 2020 15:11

CORONAVIRUS/ Rizzo, Usb “ArcelorMittal va messa in regime di comandata”. Romano e Brigati.Fiom “va programmata subito la fermata degli impianti, basta pressioni da Confindustria” In evidenza

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Dopo “le nuove restrizioni da parte del Governo per contenere il contagio da Coronavirus” c’è “necessità di mettere la fabbrica in regime di comandata. Lo ripetiamo dall’inizio: anche i lavoratori di ArcelorMittal e dell’appalto devono stare a casa”. Lo dichiara Il sindacato Usb a proposito del siderurgico di Taranto ex Ilva. 

 

 Considerate le “ulteriori restrizioni mirate a contenere il contagio da Covid-19, torniamo a sottolineare l’urgenza - sostiene Franco Rizzo, segretario Usb - di portare lo stabilimento siderurgico al regime minimo di produzione attraverso la gestione a comandata”.

    Secondo Usb, “ArcelorMittal, per gli ancora alti numeri di lavoratori che si incrociano in fabbrica, potrebbe divenire, nella peggiore delle ipotesi che però ci tocca contemplare, un focolaio importante dell’infezione. Al momento non si registrano casi all’interno, ma è d’obbligo - rileva Usb - prevenire situazioni che potrebbero rivelarsi assolutamente grave. Per questo, i lavoratori diretti e dell’appalto devono stare a casa con le proprie famiglie. Il premier ha detto chiaramente che in questo momento storico va tutelata la vita. Il valore più grande che impone un deciso rallentamento dell’economia, unico modo - conclude Usb - per tutelare la salute ed uscire da una fase complicata che interessa in maniera particolare il nostro Paese”.

    Intanto l’Usb di Taranto aderisce allo sciopero nazionale indetto dalle 7 del 25 marzo per 24 ore per tutti i lavoratori (diretti e appalto) sui tre turni.

“A seguito delle novità governative, bisogna intervenire diversamente e applicare le nuove linee guida del Governo. La Fiom Cgil domani chiederà alla direzione di ArcelorMittal di anticipare l’incontro, previsto per martedì 24 marzo, per programmare la fermata degli impianti produttivi. Bisogna agire presto e non perdere altro tempo. Restiamo a casa”. Lo dichiarano i segretari Giuseppe Romano e Francesco Brigati di Fiom Cgil Taranto a proposito del siderurgico ex Ilva.

    “In questi giorni - sostiene Fiom Cgil Taranto - abbiamo provato ad intervenire nei confronti di alcune aziende inadempienti rispetto a quanto stabilito dal Dpcm e dal protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro, ma è del tutto evidente - dicono i metalmeccanici Cgil - che è necessario adottare misure più stringenti ed evitare il più possibile gli assembramenti”.

 

“Come Fiom Cgil - affermano Romano e Brigati - da subito ci siamo confrontati con la direzione di ArcelorMittal che inizialmente ha, evidentemente, sottovalutato il rischio da contagio da Covid19 soprattutto in merito ad alcune criticità che si verificavano in situazioni particolari come spogliatoi, trasporto del personale, mense e refettori”.

    Successivamente, evidenzia la Fiom Cgil, grazie al pressing sindacale, “in ArcelorMittal sono state sospese alcune attività, fermati alcuni impianti, con la conseguente drastica diminuzione del numero del personale diretto e di appalto”. Infine Fiom Cgil sottolinea “le irresponsabili pressioni di Confindustria” che nei giorni scorsi “hanno determinato, di fatto, una situazione di rischio di contagio dal virus Covid 19 nei luoghi di lavoro, facendo prevalere ancora una volta il profitto alla salute di migliaia di lavoratrici e lavoratori”.