Giovedì, 19 Marzo 2020 18:10

CORONAVIRUS/ Pur sapendo che la guerra non è finita la Cina si prende la sua rivincita sull’infezione e ricomincia a vivere tra spese pazze e dichiarazioni d’amore In evidenza

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di Ingrid Iaci

La chiamano “revenge spending”, letteralmente spesa per vendicarsi, il fenomeno che sta dilagando nella Cina del post-epidemia.

Sia ben inteso il paese  non si è ancora completamente risollevato dal contagio da coronavirus, oggi si festeggiano 0 contagi, ma sta certamente vedendo la famosa luce in fondo al tunnel. 

A Pechino, tolte le misure più stringenti, riaprono ristoranti, negozi, centri commerciali. 

E fuori di nuovo le code, lunghe, ordinate, ma che vengono affrontate con un’altra prospettiva: quella della rinascita. 

Incredibile ma vero, si registrano code davanti alla maison del lusso per eccellenza, Chanel!

Certo, sono tutti ancora ben distanziati, tutti ancora con le mascherine. Sarà difficile riprendere fiducia nel vicino, a quello che ti sta accanto a meno di un metro.

Il virus, in questa parte del mondo, non è ancora un brutto ricordo ma il popolo cinese si sta riappropriando di quelle libertà di cui ha dovuto fare a meno per diverse, lunghissime settimane.

In Cina ora possono riprendere a giurarsi eterno amore, così come sono liberi di andare nei parchi a fotografare i bellissimi ciliegi in fiore, fare jogging oppure dedicarsi al “tai chi chuan”, la Suprema Arte del Combattimento, che si traduce in una pratica ginnica che deriva dalle arti marziali, ma che in realtà è più simile ad una danza.

Come riporta il Sole 24ore, “Il quotidiano China Daily ha pubblicato un articolo che dà il senso dell’umore post-quarantena. Il titolo era Recovery wish list being drawn up, ovvero: si cominciano a scrivere le liste delle cose da fare per riprendersi. 

Ai primi posti ci sono: andare al ristorante, viaggiare, festeggiare e fare shopping.” 

E noi, che stiamo a guardarli al di qua dello schermo televisivo o del pc, col naso schiacciato come se fossimo dei bambini di fronte ad una vetrina di dolciumi, per il momento possiamo solo sognare.

Dobbiamo essere ben consapevoli però che la Cina ci ha anche dato l’esempio di come dobbiamo comportarci per poter uscire dall’epidemia: l’ISOLAMENTO. 

È un sacrificio duro, crudele ma dobbiamo farlo, è importante per la salute di ciascuno di noi e per quella di coloro che in questo momento stanno difendendo la vita della collettività.