Mercoledì, 18 Marzo 2020 07:30

CORONAVIRUS/ Nel villaggio globale, c’è chi fa incetta di armi, chi assalta gli scaffali di Nutella, chi fa la scorta di carta igienica e chi produce mascheri In evidenza

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L’assalto ai negozi che vendono armi, questo no, non ce lo aspettavamo proprio. 

Vero è che ogni Paese in questa emergenza ha “scelto “ quale dovesse essere il proprio bene di prima necessità ed abbiamo sorriso quando alcuni amici americani ci hanno riferito che la carta igienica era introvabile e che la vendevano sottobanco a 2 dollari il singolo rotolo o quando abbiamo visto i video che mostrano l’assalto dei francesi alle confezioni di Nutella. 

Ma che a Los Angeles i negozi di armi si fossero “improvvisamente ritrovati con file di 50-100 persone fuori dalle porte dei loro negozi, e scaffali svuotati di ogni munizione e arma” (fonte La Repubblica), no questo proprio non lo si poteva prevedere.

Mah! Sarà che il popolo stelle e strisce intende combattere il virus sparandolo a vista, noi qui in Italia il nemico invisibile, molto più realisticamente, cerchiamo di evitarlo indossando guanti e mascherine. 

A questo proposito, con il decreto “Cura Italia” il governo ha dato il via libera al comparto industriale alla produzione “fino al termine dello stato di emergenza,  in deroga alle vigenti norme”  di mascherine chirurgiche, per intenderci quelle destinate semplicemente a proteggerci dalle famigerate goccioline di saliva mentre andiamo in farmacia o a fare la spesa. E dopo la Miroglio, anche da Martina Franca gli industriali del settore tessile fanno sapere, per il tramite del sindaco Franco Ancona, di essere pronti per la produzione di dispositivi di protezione individuale, affidandosi ad un semplice quanto efficace slogan: “per anni abbiamo vestito gli italiani, ora possiamo anche proteggerli.”

In.Ia.