Martedì, 17 Marzo 2020 14:26

CORONAVIRUS/ A Taranto e provincia fino a ieri il minor numero di casi in Puglia. Ecco come il capoluogo si sta preparando a fronteggiare un eventuale picco In evidenza

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Tra le province pugliesi, quella di Taranto è stata la prima a registrare il Coronavirus ma ora da alcuni giorni sta tenendo l’ultimo posto per numero di casi nella classifica regionale. Sino a ieri sera, infatti, in base ai dati della Regione Puglia, la provincia di Taranto era l’ultima in graduatoria per casi positivi al Coronavirus e nessun decesso.

Il paziente 1, intanto, un lavoratore di un’azienda industriale di Torricella, ha lasciato l’ospedale Moscati ed è tornato a casa da qualche giorno. Sotto cura restano invece la moglie e la nipote. Quest’ultima è stata contagiata dal padre, fratello del paziente 1, che nelle scorse settimane ha prelevato il suo congiunto al rientro in aereo a Brindisi dalla Lombardia per accompagnarlo a casa.

 Nella conferenza stampa tenuta ieri a Bari, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha dato atto all'ospedale Moscati di Taranto di aver lavorato bene visto il basso numero di contagi. Ma anche la provincia di Taranto, su disposizioni della Regione, si è preparata a fronteggiare l’eventuale picco di contagi stimato tra fine mese e primi di aprile. . - Per la nuova rete di ospedali Covid 19, cioè preposti alla trattazione del Coronavirus, la provincia di Taranto è presente con i due ospedali della città, Santissima Annunziata e San Giuseppe Moscati. In quest’ultimo è il reparto infettivi, dove vengono ricoverati tutti i contagiati.

Con la ristrutturazione della Regione, in terapia intensiva oggi ci sono a Taranto 5 posti per Covid e se ne possono attivare altri 7 arrivando così a 12.  Nella pneumologia i posti Covid sono ora 15, 20 i nuovi attivabili arrivando così a 35. Infine nelle malattie infettive ci sono già 25 posti letto Covid, aggiungendone altri 15 si sale a 40. Il potenziamento per Covid porterebbe quindi i due ospedali di Taranto ad avere 87 posti letto dedicati.

Nel campo del post acuzie, dove, secondo il piano della Regione, verranno trasferiti tutti quelli che hanno superato la fase critica ma hanno ancora bisogno di restare ricoverati e vigilati, la provincia di Taranto è inserita con l’ospedale San Marco, di Grottaglie, e con i centri di Massafra e Mottola. A Grottaglie, in particolare, la dotazione rimarrebbe di 32 posti letto senza nessun incremento, stessa cosa per Massafra che resterebbe con gli attuali, 12 mentre a Mottola si tratta di attivare 20 posti letto. 

In alcuni centri della provincia, a Grottaglie soprattutto, è stata rilanciata verso la Regione la richiesta di riattivare nel ruolo originario gli ospedali che hanno cambiato funzione già da tempo per via del riordino della sanità. Da Grottaglie, per esempio, è stato chiesto che l’ospedale San Marco agisca di supporto agli ospedali di Taranto, Santissima Annunziata e Moscati, ma in termini generali e non come rete post acuzie Covid 19.

Inoltre, il consigliere regionale Renato Perrini, di Fratelli d’Italia, ha chiesto per i nosocomi di Castellaneta e di Martina Franca, di “far entrare in funzione quello che è già previsto dal piano di riordino ospedaliero, lì dove sono previsti 8 + 6 posti di terapia intensiva che non sono mai stato attuati. Si tratta - dice Perrini - di 14 posti letto che diventano preziosissimi in questo momento, soprattutto in vista del picco dell’emergenza del Coronavirus”.

La Regione Puglia ha però stoppato le richieste dei territori volte a ripristinare le funzioni originarie di alcuni ospedali.