Mercoledì, 11 Marzo 2020 19:14

CORONAVIRUS/ ArcelorMittal irremovibile, non rallenterà gli impianti In evidenza

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“ArcelorMittal non intende per ora ridurre la marcia degli impianti siderurgici di Taranto, questa è infatti la richiesta che abbiamo fatto oggi all’azienda ma non abbiamo avuto alcuna risposta”. Lo dichiara ad AGI il segretario Uilm, Antonio Talò. “Era collegata con la nostra riunione, via Skype, anche l’amministratore delegato ArcelorMittal, Lucia Morselli, che ci ha detto che per la prima volta ha sentito il sindacato parlare di frenata produttiva degli impianti. Ma la prendiamo per una provocazione - rileva Talò - perché la situazione, invece, è molto seria. La riduzione della marcia degli impianti, per noi, è l’unico rimedio serio e concreto per avere meno presenze in fabbrica, evitare assembramenti e sfoltire l’afflusso nelle mense e negli spogliatoi. Ma ArcelorMittal ha manifestato indisponibilità”. Per Talò, “l’azienda ha prospettato un percorso che prevede soluzioni che, secondo noi, sono impraticabili. Tra queste, quella di far smontare prima il personale normalista che oggi entra nel siderurgico alle 7 ed esce alle 16. L’azienda - dichiara Talò - vorrebbe per questi lavoratori applicare delle rotazioni e farli uscire in orari diversi. La riteniamo una soluzione insufficiente oltreché arruffata”.

 

“Sosteniamo che per la grandezza dell’area del siderurgico, per la complessità delle lavorazioni, per l’elevato numero di persone che frequenta la fabbrica tra diretti e indiretti, bisogna necessariamente rallentare l’attività produttiva”rimarca Talò della Uil, ricordando che ArcelorMittal ha a Taranto 8.200 diretti, più alcune migliaia dell’indotto-appalto che entrano in fabbrica ogni giorno per lavori e forniture. “Domani alle 10 ci rivedremo per un nuovo punto di situazione - annuncia Talò -. Non trascuriamo che l’Oms oggi ha parlato di pandemia e questo ci spinge ad innalzare il livello della sicurezza”. Francesco Brigati, della Fiom Cgil, dichiara ad AGI che “ArcelorMittal non ne vuole sapere di rallentare la marcia degli impianti in modo da avere meno persone in stabilimento e noi oggi abbiamo detto che l’azienda non sta rispettando le direttive  del Dpcm del 9 marzo. Quelle direttive non sono garantire, si sta creando caos sia nell’arrivo ed uscita dei lavoratori che nei loro movimenti in fabbrica. Non possiamo accettare - sostiene Brigati - che la questione sia affrontata con molta leggerezza anche perché abbiamo casi positivi di Coronavirus nel Brindisino, a Francavilla Fontana in particolare, che é alle porte della provincia di Taranto, e molti lavoratori arrivano proprio da qui in ArcelorMittal”. “Ci risulta che oggi ArcelorMittal abbia avuto un incontro con lo Spesal Asl di Taranto, ma chi ha partecipato alla riunione - conclude Brigati - non era al tavolo con noi, per cui nemmeno abbiamo potuto sapere cosa si sono detti e cosa l’Asl ha chiesto all’azienda”