Martedì, 10 Marzo 2020 11:33

CORONAVIRUS/ “The day After”, da Taranto segnali di civiltà e di capacità di adattamento In evidenza

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di Ingrid Iaci

Il giorno dopo l’annuncio di Conte dell’estensione a tutto il territorio nazionale della zona rossa, a Taranto la popolazione sembra aver recepito il messaggio. Nei bar pochissima gente, nelle farmacie sono spuntate vetrate, distanziatori e segnaletiche varie che invitano a rispettare il metro e più di distanza tra l’utenza, nei supermercati (in foto un supermercato di una delle zone più popolose di Taranto, via Medaglie d’oro) si regolamentano gli accessi e la fila al di fuori dell’esercizio commerciale farebbe invidia ad una qualsiasi British queue.

Ma la categoria che ha dimostrato di essere “sul pezzo” più di tutte è quella degli insegnanti, anche perché a loro è toccato prima il doversi adeguare alle misure più restringenti. Dopo un primo inconfessabile entusiasmo, peraltro ipocritamente malcelato sui social, maestri, professori e dirigenti scolastici hanno mostrato subito una duttilità ed una capacità di adattamento alle nuove regole, non comune tra i dipendenti pubblici.

Ecco che ragazzi di ogni età ( in foto una studente elementare della XXV luglio) vengono impegnati, nell’arco della mattinata, via Skype, con lezioni online, compiti e per i più evoluti anche test e verifiche. 

Certo non è la perfezione, ci mancherebbe, ma per una situazione di assoluta emergenza va più che bene.

Resta da verificare se i giovani, quelli che sono “scappati” dalle zone rosse, quelli che hanno portato il premier Conte ad estendere i confini della zona rossa per intenderci, e che due giorni dopo si ritrovano con le stesse restrizioni e in più la parmigiana di mammà, bisogna capire, se questi hanno fino in fondo recepito il messaggio e se oltre ad autodenunciarsi stanno veramente rispettando l’isolamento fiduciario e, soprattutto, se lo stanno rispettando anche le loro famiglie.

Questo lo potremo verificare solo nei prossimi giorni in base all’andamento dei contagi sul territorio regionale.

Nel frattempo #iorestoacasa