Giovedì, 05 Marzo 2020 20:39

DECRETO PER TARANTO/ Al Tavolo di Palazzo Chigi le assenze pesano. Turco “il 13 saremo a Taranto” In evidenza

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Il nuovo decreto legge per Taranto arriverà a breve, probabilmente la settimana prossima. Lo ha annunciato il premier, Giuseppe Conte, introducendo questa sera il nuovo Tavolo istituzionale Taranto convocato a Palazzo Chigi.

Col premier, il sottosegretario alla presidenza, Mario Turco, che ha la delega alla programmazione economica e agli investimenti, Invitalia, diversi ministeri, il commissario di Governo per la bonifica di Taranto, l’Autorita portuale. Un tavolo che ha fatto registrare tante assenze importanti a cominciare da quella del sindaco  il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che già ieri aveva dichiarato la sua assenza in disaccordo con l’intesa Ilva-ArcelorMittal, mentre il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è collegato in video conferenza da Bari, dalla sede della Regione. Conte non ha specificato i contenuti nel nuovo dl Taranto ma ha chiesto al sottosegretario Turco se sul decreto c'è stato confronto a livello locale. Il premier ha quindi chiesto che continui il colloquio con gli stakolders territoriali prima di portare il decreto in Consiglio dei ministri. Conte ha poi chiarito che col recente Dpcm ha istiutito il Tavolo istituzionale Taranto rendendolo più corale coinvolgendo diretramente la presidenza del Consiglio. 

 

 

In quanto al Dpcm, esso definisce anche gli aspetti strutturali di funzionamento del Tavolo istituzionale. Gli obiettivi da conseguire sono quello di portare presto a compimento il decreto Taranto e di fornire tappe stringenti a chi deve attuare gli interventi previsti nel Contratto istituzionale di sviluppo. Per Conte, il Sistema Italia funziona se si ha un coordinamento unitario. A Taranto - ha detto ancora - vi sono tanti interventi e oggi si tratta di avere una gestione integrata e centralizzata. Conte sul punto ha precisato che centralizzata non significa una  sola “testa”. Le risorse ci sono, gli strumenti anche,  bisogna correre, ha dichiarato il premier. Il sottosegretario Turco ha poi manifestato rammarico per l’assenza al Tavolo istituzionale odierno di diversi soggetti (oltre al primo cittadino di Taranto mancavano i sindaci di Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte, il presidente della Provincia e quello della Camera di Commercio) ed ha auspicato una presenza nella prossima riunione, che potrebbe tenersi il 13 marzo a Taranto. Turco ha detto di rispettare le proteste, che ci sono state soprattutto sull’accordo Ilva-ArcelorMittal, però, ha sostenuto, bisogna andare avanti, il tema è, ha sottolineato, che dobbiamo correre. Turco ha fatto il punto sulla spesa del Contratto di sviluppo tramite schede predisposte da Invitalia. Su un miliardo e otto milioni di dotazione, risulta spesa il 36,92 per cento, pari a poco più di 327 milioni.  Da giugno a dicembre scorsi solo 13 interventi su 30 residui programmati hanno registrato un avanzamento di 14,3 milioni di euro, per cui se il Contratto istituzionale Taranto mantenesse lo stesso ritmo di spesa avuto dal 2015,data dell’istituzione, ad oggi, ci vorrebbero dieci anni per completarlo. Tutti gli interventi del Cis sono 40. Da venerdì prossimo, infine, in Prefettura a Taranto Invitalia avvierà una serie di incontri per verificare con le amministrazioni interessate lo stato vero dei diversi interventi.