Lunedì, 02 Marzo 2020 17:31

LA LINEA/ I parlamentari 5s “c’è un piano per mantenere i livelli occupazionali anche senza area a caldo. Taranto va trattata come Genova” In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Chiusura progressiva dell’area a caldo del siderurgico ex Ilva, ora ArcelorMittal, così come fatto già a Genova anni addietro, e potenziamento dell’area a freddo. A due giorni dalla firma dell’accordo che modifica il contratto di acquisto tra Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal, firma prevista per mercoledì a Milano, i parlamentari Cinque Stelle che hanno oggi partecipato all’incontro col sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, rilanciano  la loro linea. Contraria all’accordo, per come è stato impostato, che Ilva e ArcelorMittal stanno invece per firmare anche con la regia del Governo. Accordo che prevede il mantenimento dell’area a caldo, il rifacimento dell’altoforno 5, l’impegno di Ilva e di ArcelorMittal a farsi carico, in un misura del 50 per cento ciascuno, dei costi di adeguamento degli altiforni 1, 2 e 4 e la costruzione di un nuovo forno elettrico.  In una nota congiunta, l’eurodeputata Rosa D’Amato e i parlamentari nazionali Rosalba De Giorgi, Alessandra Ermellino, Giampaolo Cassese e Giovanni Vianello, affermano che “si propone la chiusura delle fonti inquinanti previo accordo di programma sul modello genovese con l’intento di pianificare la chiusura dell’area a caldo”. Conseguentemente si chiede “ il rafforzamento dell’area a freddo con mantenimento dei livelli reddituali dei lavoratori in esubero tramite il reimpiego per le bonifiche, lavori di pubblica utilità, nuove opportunità lavorative e buonuscita”. Per i parlamentari M5s, “occorre una Valutazione del Danno Sanitario preventiva realizzata in base alle linee guida Vis. Ovviamente - affermano - non accetteremo nessun nuovo decreto Salva Ilva”. “Su Taranto - concludono i parlamentari M5s -, oltre alle singole proposte che abbiamo già rappresentato al Governo non solo nell’ambito del Cantiere Taranto, ribadiamo l’importanza di proseguire sulla linea della riconversione economica grazie agli stimoli e all’impegno di un commissario straordinario che sia in grado di realizzare una pianificazione e quindi un cronoprogramma di breve, medio e lungo termine, il quale, altresì, possa reperire risorse attingendo a fondi in ambito Mef e ministero per il Sud. Inoltre - concludono i parlamentari - il Fondo di transizione equa”, il riferimento è alle nuove risorse europee, “non dovrà essere usato per salvare l’Ilva ma per sostenere un processo di cambiamento socio-economico a lungo termine”. “Intendiamo ribadire le nostre proposte anche come esempio di chiarezza nei confronti di tutti gli interlocutori coinvolti, a cominciare dal nostro gruppo parlamentare” dicono gli esponenti M5s. “Taranto vuole essere trattata come è stata trattata Genova nel 1999, ovvero la graduale chiusura dell’area a caldo, ma questo l’abbiamo sempre detto”ha detto Vianello.