Giovedì, 27 Febbraio 2020 13:07

L’AFFONDO/ Melucci a Conte “linea dura sull’inquinamento presto provvedimento nei confronti di ArcelorMittal” In evidenza

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A un giorno dalla firma dell’accordo tra ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, scrive al premier Giuseppe Conte e annuncia “imminenti iniziative amministrative volte ad obbligare il gestore ad una condotta più appropriata o, in difetto, al fermo dell’attività produttiva del sito di Taranto”. Il sindaco sta per applicare la linea dura a fronte di nuove emissioni inquinanti provenienti dallo stabilimento siderurgico. Emissioni accertate da Arpa Puglia nei giorni scorsi in riferimento all’anidride solforosa e all’acido solfidrico, ma che ArcelorMittal ha detto non appartenere allo stabilimento. Nella lettera a Conte, il sindaco di Taranto dichiara di avere “la responsabilità ultima della salute di cittadini e lavoratori ormai esausti” e di aver “considerato tutte le implicazioni di natura economica e sociale”.

   Ma per il sindaco ora si tratta di garantire “primariamente garantire quei diritti inalienabili della persona e assicurare un futuro degno ai bambini di Taranto ed alle prossime generazioni di tarantini”. Il sindaco dice poi di aver “rilevato l’inefficacia delle trattative con il gruppo ArcelorMittal e l’atteggiamento di quest’ultimo nei confronti degli impianti e della città tutta, partendo dall’urgenza e contingibilità dei pregiudizi che in questi giorni i rilevanti fenomeni emissivi stanno recando alla salute pubblica”. Perciò, sostiene il sindaco, in attesa “di ricevere dagli organismi tecnici riscontri meno indefiniti”, si rende necessaria “l’applicazione di un legittimo principio di precauzione”. Per il sindaco di Taranto anche “gli accorgimenti che si stanno intraprendendo tra le parti sembrano orientati al maggior beneficio degli investitori privati, piuttosto che a garantire un progressivo ritorno ad una normale qualità della vita da parte dei circa seicentomila residenti dell’Area Vasta Tarantina dopo mezzo secolo di indicibili ingiurie fisiche e culturali. Le recenti azioni giudiziarie dell’attuale gestore dello stabilimento siderurgico - sostiene Melucci - e i sempre più frequenti fenomeni emissivi ed incidenti documentati nei vari settori dell’opificio dimostrano, con tutta evidenza, una definitiva noncuranza nei confronti della salute dei tarantini, della sicurezza dei lavoratori, di ogni utile prospettiva per il sistema economico locale, di una rinascita dell’intera città di Taranto, in coerenza con le azioni programmatiche messe in campo dal Governo italiano e dalla Commissione UE in tema di transizione ecologica. Occorre con coraggio prendere coscienza - afferma Melucci - e raccontare con precisione che è fallito un modello di sviluppo, sono risultati inadeguati gli interlocutori, forse anche per la considerazione che soggetti stranieri ovvero multinazionali siano meno portati a vivere e rispettare il territorio” e, conclude il sindaco di Taranto, “ad aderire agli orientamenti nazionali nello scenario del green deal”.