Domenica, 23 Febbraio 2020 14:11

LA DENUNCIA/ Il consigliere Battista “dall’impianto di ArcelorMittal emissioni fuori controllo” In evidenza

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La denuncia, gravissima, è stata per ora affidata ad un post pubblicato su facebook ma certamente non può finire qui dal consigliere comunale Massimo Battista il quale ha infatti preannunciato che si rivolgerà alla Procura della Repubblica. Parla di emissioni fuori controllo da parte dell’impianto siderurgico, di centraline di rilevamento in tilt. Visivamente e olfattivamentr l’attività degli impianti è evidente, fumi e vapore (che solo vapore non è) si sollevano costantemente e c’è un cattivo odore diffuso. Anche questa mattina abbiamo potuto constatarlo. 

“Taranto - scrive Battista- è sottoposta ad emissioni altamente cancerogene provenienti dalla zona industriale.

L'indiziata principale come sempre è l'ex Ilva, oggi Arcelor/Mittal, nello specifico l'impianto AFO 1 ( altoforno) che avrebbe sprigionato nell'aria una quantità di sostanze killer tali da mandare in tilt le centraline di rilevamento interne ed esterne alla fabbrica.

Tra i vari gas rilasciati ci sarebbe la pericolosissima anidride solforosa (So2) che è particolarmente pericolosa per gli asmatici ed è irritante per le mucose e per le vie respiratorie.

Sembrerebbe che i dati riscontrati siano quattro volte superiori all'interno della fabbrica (centralina cockeria) e tre volte all'esterno, nella fattispecie questo dato sarebbe stato rilevato dalla centralina sita in via Machiavelli al quartiere Tamburi. 

Lo stesso quartiere invaso da puzza di gas, come anche il resto della città.”

 È così - sottolinea Battista- che un intera popolazione viene sterminata, chi come il sindaco potrebbe interrompere questo scempio si limita a dichiarazioni a mezzo stampa, senza intervenire a difesa della popolazione.

Il resto della politica tace rendendosi complice di un genocidio di Stato, permettendo che una intera città sia sacrificata per il bene della Nazione.

I tarantini da parte loro continuano a lasciar fare, escluse poche eccezioni, c'è la totale rassegnazione, come se si aspettasse l'inevitabile sentenza di morte.

I tarantini dormono, Taranto muore.