Giovedì, 20 Febbraio 2020 13:30

LE MANI SUGLI APPALTI DELLA MARINA / Soldi ma anche “cialde” di caffè per corrompere i militari In evidenza

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Soldi, ma anche regali come condizionatori, elettrodomestici, lavatrici, porte blindate, tende da sole, e persino qualche scatola di caffè in cialde. Gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta sugli appalti truccati della Marina Militare a Taranto per i lavori sulle navi, usavano mezzi diversi per essere “vicini” a coloro che, ufficiali di Marina o dipendenti civili della stessa Marina addetti agli uffici competenti, potevano essergli “utili” allo scopo. E oltre alle tangenti sotto varia forma, c’erano pure furti di materiali in dotazione alla Marina e custoditi nei magazzini di Taranto. Materiali che poi dovevano servire per i lavori. Due, in particolare, gli episodi contestati: il furto rispettivamente di 64 e di 78 cuscini coibenti, entrambi per un valore singolo di 15mila euro.

 

- In un caso, il dipendente di una delle imprese, che non figura tra i 12 arrestati, è entrato nei magazzini numero 43 e 47 della direzione di commissariato della Marina e, con la complicità del funzionario Federico Porraro, oggi arrestato, portava via i cuscini coibenti e li consegnava agli imprenditori Giona e Daniele Guardascione, padre e figlio. “Così traendo un ingiusto profitto con conseguente danno per l’amministrazione militare di rilevante gravità”. Lo stesso Porraro, per la sottrazione di 64 cuscini coibenti di cui si rendeva complice, “riceveva più somme di denaro” che gli venivano materialmente consegnate da Daniele Guardascione su incarico del padre Giona. In un altro caso vengono elargite 700 euro da due imprenditori all’assistente amministrativo Abele D’Onofrio perché aveva informato in anticipo gli stessi imprenditori dei contenuti dei bandi di gara dell’Arsenale, cioè “prima che questi venissero pubblicati, consentendo loro di avvantaggiarsi rispetto ad altri concorrenti e di accordarsi ai fini della spartizione degli appalti”. De Molfetta, invece, ufficiale di Marina addetto all’efficientamento delle navi, oltre a ricevere in dono dagli imprenditori una cucina componibile da 10mila euro, arredi e tende da sole per 10.400 euro, ha ricevuto anche condizionatori per 2.873 euro più una lavatrice “dal valore non quantificato”. Dai Guardascione, Di Molfetta ha ricevuto pure una porta blindata ed un armadio esterno dal valore di 4.233 euro e “due-tre scatole di caffè in cialde di un valore non quantificato”.