Sabato, 15 Febbraio 2020 17:24

IL CASO/ Buoni pasto dell’Amat, questi sconosciuti. La segnalazione della CIL Confasi In evidenza

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La questione dei buoni pasti dell’Amat è al centro di una nota a firma di Alessandro De Donno segretario generale CIL Confasi.

“Il 25 ottobre 2013 - si legge nella nota- AMAT Taranto emana un bando di gara per i buoni pasto al Lavoratori della stessa Società.

Il 16 luglio 2017 la stampa locale pubblica che “aumentano buoni pasto e premi di risultato”:

Il 10 maggio 2018 altri articoli che danno per scontato il” buono pasto”

Il 24 settembre 2018, repetita iuvant - scrive De Donno- ulteriore bando di gara per la stessa ragione (che prevedeva una assegnazione di 5 Euro ad personam);

L’accordo per il premio di risultato aziendale periodo 2019-2021, all’art. 11 Assegnazione buoni pasto al personale indicava un valore facciale di 7 €uro e anche in questo caso nulla di fatto Al contrario, si evidenzia un bando emanato in data 31.01.2020  afferente Servizi di fornitura di personale, compreso personale temporaneo 2020/S 022-049895 per un importo pari a 2.400.000 €uro dal quale si evince come non vi siano problemi di natura economica per il dovuto riconoscimento ai Lavoratori del buono pasto ma evidentemente ci sono ragioni sconosciute che non trovano una base oggettiva. Aggiungo - sottolinea De Donno- che l’AMAT è una azienda municipalizzata o, meglio, "speciale " dell'ente pubblico ;si tratta, quindi, di un ente strumentale rispetto al Comune di Taranto, dotato di personalità giuridica, autonomia imprenditoriale, un proprio statuto, ma pervasa, nella gestione, dei principi caratterizzanti l'attività della p.a., quali la trasparenza, l'imparzialità, la buona fede, l'economicità. Se vi sono stati dei bandi, pubblicati e a cui è seguita una gara per i buoni pasto, è diritto dei lavoratori, e, per essi, del sindacato che li rappresenta, sapere come la gara sia stata definita e perché i buoni pasto non vengano distribuiti.

Se la pubblica amministrazione deve essere una "casa di vetro", di tale caratteristica non possono mancare le sue aziende speciali e non è dato comprendere perchè, invece, la questione dei buoni pasto sia ammantata da un tale mistero.

Auspico che la presente possa portare a una immediata soluzione di quanto in narrativa- conclude De Donno- in quanto, nel caso in cui dovesse perdurare questa inopportuna “dimenticanza”

sarò costretto a attivare tutte le procedure a tutela dei Lavoratori iscritti a questo sindacato”.