Martedì, 04 Febbraio 2020 14:31

DECRETO SALVATARANTO / Turco ai sindacati “sarà avviata una nuova attività di cantieristica navale” In evidenza

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 Nell’ambito del rilancio di Taranto con nuove attività economiche e delle misure del nuovo decreto legge di prossima emanazione da parte del Governo, nella città pugliese verrebbe insediata una nuova attività di cantieristica navale (si parla di un progetto Fincantieri). Lo ha dichiarato ai sindacati Cgil, Cisl e Uil della Funzione pubblica, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica, Mario Turco. Secondo ipotesi avanzate prima di quest’incontro del sottosegretario Turco con i sindacati, in questa attività di cantieristica potrebbe essere riversata una quota degli esuberi che si determinerebbero col riassetto dell’ex Ilva, ArcelorMittal, tant’é che di questa iniziativa targata Fincantieri si è parlato pure al tavolo per la trattativa sulla ex Ilva tra ArcelorMittal, Ilva in amministrazione straordinaria, consulenti ed avvocati.

 

 

“Il sottosegretario - affermano i sindacati della Funzione pubblica -, nel comunicare che sull’argomento sono avanzati i contatti tra il vertice politico e quello militare, ha reso noto che nell’ambito dei provvedimenti straordinari per la città, che dovrebbero essere approvati nel prossimo Consiglio dei ministri, troverebbe spazio un cofinanziamento pubblico/privato per l’insediamento, all’interno dello stabilimento arsenalizio, ma non solo, di un area dedicata alla cantieristica e alle costruzioni navali”. Secondo i sindacati, “il progetto, a cura di una grande industria internazionale, dovrebbe prevedere lavoro per circa 1.500 unità nel quinquennio riportando sul territorio un’attività che manca da cinquant’anni, coerente con la sua naturale vocazione marinara”. Sembrano, dunque, prendere forma le proposte di Cgil, Cisl e Uil Fp, delineate a partire dal 2014, per riportare a Taranto le costruzioni navali, più precisamente di parti di naviglio che, per questo, non costituirebbero attività confliggenti con quelle delle Marina Militare e dei suoi bacini”. In attesa di conoscere i particolari dell’iniziativa, i sindacati  “hanno nuovamente sottolineato” al sottosegretario Turco “che la preannunciata assunzione di 315 unità per le esigenze dell’Arsenale”, “direttamente dipendenti ministero della Difesa” e non legate al progetto della cantieristica che è invece un’altra cosa, “sono insufficienti a colmare l’esodo continuo di mano d’opera specializzata e che i numeri dovrebbero essere perlomeno raddoppiati, oltre che accompagnati da un programma di formazione sulle nuove tecnologie”. In tema di innovazioni, i sindacati confederali della Funzione pubblica “hanno sollecitato l’assunzione di immediate iniziative produttive sui nuovi combustili per navi civili e militari, il gnl o metano liquido,  a basso impatto ambientale e coerente con la nuova normativa europea, prima che il territorio sia tagliato fuori”. I sindacati, in riferimento ai 200 addetti che lavorano negli appalti relativi ai servizi per comandi ed enti della Marina Militare, hanno posto il problema del “mancato finanziamento delle risorse aggiuntive previste dal cosiddetto  decreto “Salva Taranto”, destinato alle pulizie (ed al facchinaggio, con il relativo pregiudizio occupazionale per i circa 200 lavoratori coinvolti, la cui problematica - si afferma - potrebbe essere risolta in maniera strutturale all’interno del provvedimento straordinario che il Governo si prepara ad emanare”.