Lunedì, 03 Febbraio 2020 15:06

LA VERTENZA/ Il prefetto convocherà a Taranto un tavolo di crisi In evidenza

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“Il prefetto di Taranto ha percepito le esigenze delle imprese, la gravità della situazione, e adesso verrà convocato un tavolo di crisi con l’auspicio che stavolta, a differenza di novembre quando ha disertato le convocazioni in Prefettura, ArcelorMittal si presenti”. Lo dichiara ad AGI il presidente di Confinfustria Taranto, Antonio Marinaro, dopo la riunione odierna col prefetto Demetrio Martino e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Circa la situazione dell’indotto-appalto siderurgico di Taranto che lamenta il mancato pagamento delle fatture scadute da parte del committente lavori ArcelorMittal, Marinaro sostiene che “ad oggi la situazione non si è purtroppo modificata. È rimasta uguale a ieri e all’altro ieri”

 

Marinaro conferma di aver detto al prefetto che “ad ora lo scaduto è cresciuto e siamo a circa 40 milioni”. Circa il fatto che in un’azienda appaltatrice, Giove, i lavoratori abbiano sospeso lo sciopero per la mancata retribuzione di dicembre che era in corso da quattro giorni sino a venerdì scorso, e che un’altra azienda, come Alliance Green Service, partecipata ArcelorMittal, non abbia più fermato le attività in fabbrica così come aveva inizialmente detto di voler fare da venerdì scorso dalle 23, Marinaro così spiega ad AGI: “Questo è avvenuto perché ArcelorMittal ha corrisposto a queste imprese piccoli acconti, lo stretto necessario. E così le aziende hanno potuto a loro volta erogare degli anticipi ai dipendenti e proseguire le attività, ma continuano a vivere tra stenti e difficoltà. È tutto fatto, soprattutto a partire da ArcelorMittal, solo per assicurare al siderurgico lo stretto necessario in materia di lavori e servizi agli impianti, altrimenti tutto si bloccherebbe. Non esiste nessuna programmazione, non c’è alcuna organizzazione - conclude Marinaro - ma solo pagamenti spot, e molto parziali, ora a questa, ora a quella impresa. E noi di questa politica dello stop and go siamo stanchi e vorremmo che si voltasse davvero pagina”.

“Dobbiamo cercare di governare le emergenze, non limitarci ad inseguirle”.  Questo il commento Giancarlo Turi, segretario Uil.

 

“Il prefetto Martino - afferma Turi - si   è impegnato a trasferire questa richiesta del metodo di lavoro condiviso anzitutto ad ArcelorMittal, visto le priorità che ci sono, chiedendogli di partecipare al prossimo tavolo che sarà convocato. La richiesta di un metodo di lavoro l’abbiamo fatta negli ultimi tempi a tutti i prefetti di Taranto senza però mai ottenere risposte. Vediamo adesso”.

 

- Circa le fatture pendenti con ArcelorMittal, Turi dichiara che “il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, oggi al tavolo ha lamentato uno scaduto e non pagato di circa 40 milioni. In questo momento la forte preoccupazione dell’indotto-appalto siderurgico è che essendoci una fase di transizione e di riassetto del gruppo, con un negoziato nazionale in corso, questi crediti freschi possano essere trasferiti dalla bady company, che è quella “cattiva”, anziché nella newco, che è la società che continuerà l’attività produttiva e gestionale”. Per Turi, in sostanza, “Confindustria Taranto teme che possa ripetersi quanto già avvenuto nel 2015,quando col passaggio di Ilva all’amministrazione straordinaria circa 150 milioni di crediti vantati dalle imprese per lavori fatti sino a quel momento, non vennero saldati e rifluirono nella procedura tutt’ora aperta al Tribunale di Milano. Se questo avvenisse anche adesso, è evidente, dice Confindustria Taranto, che le imprese andrebbero gambe all’aria. E così - rileva Turi - ci siamo dati l’impegno di affrontare anche questa tematica al tavolo nell’ambito del nuovo metodo di lavoro”.  “Per il pagamento delle fatture - conclude il segretario Uil - dobbiamo evitare la parcellizzazione e darci invece un metodo anche perché ogni mese ci sono fatture che scadono e vanno pagate ai prestatori d’opera da parte di ArcelorMittal”.