Sabato, 01 Febbraio 2020 15:45

LA LETTERA/ Le Sardine dettano l’agenda al premier Conte “Sud, Sicurezza e Dignità” In evidenza

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 Lettera del movimento delle Sardine al premier Conte. In uno scritto a firma “di 6000 Sardine” che appare su la Repubblica, dicono di non chiedere “riconoscimenti ma ascolto”, di non essere “un partito e neanche un governo” ma si definiscono “quella connessione che la politica va cercando da decenni” e anche “quell’abbraccio che per troppo tempo è mancato tra noi italiani”. “Siamo il ritorno alla partecipazione, ma non presentiamo conti da saldare”, assicurano. Però, poiché si ritengono “abbastanza esperti di reti” alle Sardine “piacerebbe trovare con Lei  -

scrivono al presidente del Consiglio – i fili giusti, per tessere percorsi e provare a sciogliere nodi”, a partire dal Sud (“Il luogo maltrattato in cui tante giovani menti, e persone nella loro interezza, crescono, si formano, ma poi vanno via”), la Sicurezza (“di un lavoro e sul lavoro, di assistenza sanitaria, di accesso ad un’istruzione di qualità”) e la Dignità (“arteria vitale che ogni giorno, nella vita di ogni cittadino, collega la libertà al rispetto delle regole, la vita reale a quella virtuale, e che può aiutare a capire la differenza tra la politica con la P maiuscola e i suoi innumerevoli surrogati”). 

 

 “È presumibile che Lei ci dica che di questi temi si è già parlato e che tanto è già stato fatto” ma  “le parole sono importanti” scrivono ancora le Sardine e rivolgendosi al premier dicono di non aver “nulla da insegnare, ma oggi tutti ci chiedono come si sconfigge quel populismo che fino a tre mesi fa sembrava inarrestabile”. Perciò chiedono garanzie sui temi sottolineati perché “non siamo esperti, né tuttologi, ma siamo a disposizione, prima di tutto come individui e poi con le tante competenze che abbiamo al nostro interno” e disponibili ad essere “i primi a rinunciare ad un’automobile se ci verrà proposta un’alternativa credibile, i primi a difendere le fasce fragili ed emarginate della popolazione quando lo Stato non riuscirà a farsene carico, i primi ad investire se si scommetterà sull’innovazione e a lavorare se verranno assicurate le giuste garanzie sociali, i primi a pagare le tasse perché le abbiamo sempre pagate, ma anche i primi a lodare un servizio pubblico quando questo sarà all’altezza delle aspettative e proporzionale ai sacrifici richiesti per renderlo fruibile”, si legge ancora sul quotidiano diretto da Carlo Verdelli.