Mercoledì, 15 Gennaio 2020 15:25

L’INTERVENTO/ Giustizia per Taranto “Salvare l’Ilva con i soldi pubblici? Il più grande raggiro della storia politica del Paese!” In evidenza

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Sul caso Ilva/ArcelorMittal e i fondi europei che potrebbero arrivare per ambientalizzare lo stabilimento interviene ArcelorMittal con la nota che di seguito pubblichiamo 

ll rinvio, se non proprio l’annullamento, del tavolo permanente per Taranto fa cadere definitivamente il velo sull’ennesima presa in giro ai danni del nostro territorio.

I giochi, infatti, si stanno facendo altrove e consentiranno, in sole due mosse, di portare a casa uno dei più grossi raggiri della storia politica del Paese a favore del siderurgico.

La partita si gioca tutta a livello europee e consiste in questo:

 

1) Paesi come Italia, Germania e Francia hanno spinto e ottenuto che il GAS (ma anche il NUCLEARE) fosse considerato come fonte di TRANSIZIONE energetica, anziché come combustibile fossile. Dunque è stato promosso a combustibile ‘necessario’ per passare dal carbone a quella che dovrebbe essere l’autentica sostenibilità ambientale, da raggiungere però non si sa quando.

 

2) Per favorire questa ‘TRANSIZIONE VERSO IL GAS’ il Fondo Europeo per la Globalizzazione si trasformerà in Fondo Europeo per la Transizione, con una dotazione di oltre 7 miliardi di euro.

 

Ciò significa che fabbriche a carbone, come l’Ilva, potranno essere convertite, seppur parzialmente, al gas e godere, perciò, di finanziamenti pubblici europei. Finanziamenti che avranno come conseguenza, sia quella di finanziare predatori spregiudicati come Mittal, sia di aggirare le norme europee sugli aiuti di Stato, comportando una riduzione del peso ambientale solo parziale e, in ogni caso, tutta da verificare.

Ilva, dunque, verrà ancora una volta salvata e stavolta anche spacciata per ‘eco-compatibile’, perché hanno annoverato un combustibile fossile, come il gas, fra quelli ‘quasi green’ rispetto al carbone. Tutto questo con una quantità di miliardi tre volte superiore a quella che occorrerebbe per chiudere la fabbrica, bonificare l’intero territorio e farlo ripartire, salvaguardando i salari dei lavoratori e creando nuovo lavoro sulla scorta delle sue autentiche vocazioni e sulle vere economie del futuro.

Insomma dichiareranno Taranto ufficialmente (e falsamente) ‘ambientalizzata' e Governo e Regione (ma soprattutto Mittal) si preparano a stappare spumante da farci andare, ancora una volta, di traverso…