Mercoledì, 25 Dicembre 2019 09:02

IL RITORNO/ Una delegazione di Piano Taranto incontra Conte “Presidente, se lei parla di riconversione e bonifiche noi saremo le sue guardie del corpo” In evidenza

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La visita a Taranto di Giuseppe Conte è iniziata.  Davanti  all’ospedale SS Annunziata, prima tappa del giro del premier, la stampa aspetta che il presidente esca per raggiungere lo stabilimento siderurgico. La prevista visita in Oncoematologia Pediatrica non c’è stata, in Reparto è deceduto uno dei piccoli pazienti ricoverati e non era il caso di irrompere in un momento così doloroso e difficile. 

All’incontro avvenuto nell’androne dell’ospedale è presente Carla Lucarelli mamma di Giorgio Di Ponzio, il ragazzo stroncato da un carcinoma che dopo la morte del figlio si batte per la chiusura dello stabilimento. 

“L’ho incontrato, gli ho detto quello che penso, gli ho raccontato del mio Natale senza mio figlio e del fatto che l’unica strada da percorrere è quella della chiusura delle fonti inquinanti, come è accaduto a Genova, perché noi non siamo una città di serie B. Lui ha ascoltato senza rispondere”.

Fuori ci sono loro, quelli del

Piano Taranto, il progetto sulla Città senza Ilva,  Daniela Spera, Simona Fersini e altri attivisti. 

“Dopo essere stati allontanati dalle forze dell'ordine dall'ospedale SS. Annunziata, dove una delegazione era in presidio per esprimere il dissenso al Presidente Conte in merito alle scelte riguardanti il futuro dell'Ilva - raccontano- a seguito di un'accesa discussione, abbiamo preteso ed ottenuto un incontro con il Premier.

Dieci tarantini che hanno espresso con forza la disapprovazione per politiche industriali che non tengono conto della salvaguardia della salute umana ma che sono proiettate all'esclusivo interesse economico.

Nessuna risposta, ancora una volta, ai cittadini che esigono il rispetto del diritto alla salute, costituzionalmente garantito.

Ci stringiamo al dolore della famiglia del piccolo prematuramente scomparso e ci impegniamo a continuare questa battaglia affinché nessun'altra famiglia debba affrontare il dolore della perdita di un figlio sull'altare della produzione dell'acciaio.

Il resto della città era assente, preso evidentemente dai preparativi della vigilia di Natale e dai festeggiamenti.  Ma questo per Taranto non è un buon Natale e non lo sarà finché quella fabbrica continuerà ad uccidere con la complicità di chi può fare e non fa.”

L’incontro tra la delegazione e Conte è stato serrato.

I partecipanti hanno detto al premier come e perché lo stabilimento va chiuso quali sono le alternative per una città allo stremo ma che vuole rinascere con tutte le sue forze, e per operai che non vedono l’ora di scappare dalla fabbrica.

 Il premier ascolta, osserva, replica, parla di tempi, un mese, di svolta green, di decarbonizzazione. I componenti della delegazione ribattono, punto su punto, richiamano la sentenza della Corte Europea dei Diritti di Strasburgo, le sentenze, mettono sul piatto i costi passati, presenti e futuri.

”Presidente, ma lei lo sa chi è Mittal, qual è il suo modo di operare, Lasciatelo andare...”

”Ma perché vi sembra che io abbia mai manifestato un innamoramento nei suoi confronti? Conunque non se ne può andare così ...”

Facendo segno al cordone protettivo pronto a scortare il premier verso la  destinazione successiva, Simona Fersini ha strappato a tutti i presenti un sorriso “Presidente, se lei parla di riconversione e bonifiche saremo noi la sua guardia del corpo!”

Lu.Ca.