Lunedì, 23 Dicembre 2019 18:02

IL RITORNO/ Domani il premier Conte in visita allo stabilimento siderurgico In evidenza

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Intanto ArcelorMittal ha comunicato ai sindacati che da gennaio ripartono gli impianti “a freddo“


 

 

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà domani pomeriggio intorno alle 16 nel siderurgico di Taranto ex Ilva, ArcelorMittal. Lo si apprende da fonti sindacali. L’ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, ha anche avvertito telefonicamente alcuni sindacalisti. Il premier dovrebbe venire solo per un saluto ed un augurio agli operai alla vigilia di Natale. Il premier è già stato al siderurgico ai primi di novembre dove ha incontrato una rappresentanza di cittadini all’esterno della fabbrica e il consiglio di fabbrica all’interno. La visita di domani, se sino all’ultimo confermata, coincide con un momento particolare della vita dell’azienda, mentre è in corso la trattativa tra ArcelorMittal e i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria. 

 

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà domani pomeriggio intorno alle 16 nel siderurgico di Taranto ex Ilva, ArcelorMittal. Lo si apprende da varie fonti sindacali. L’ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, ha anche avvertito telefonicamente alcuni sindacalisti. Il premier è già stato al siderurgico ai primi di novembre dove ha incontrato una rappresentanza di cittadini all’esterno della fabbrica e il consiglio di fabbrica all’interno. La visita di domani coincide con un momento particolare della vita dell’azienda, mentre è in corso la trattativa tra ArcelorMittal e i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria.

 

Intanto a gennaio nello stabilimento tarantino ripartono gli impianti “a freddo”. Erano fermi e ora ripartono dopo la pausa delle feste di Natale e di fine anno quattro impianti dell’ex Ilva, ora ArcelorMitta. La comunicazione è stata data, oggi, dall’azienda ai sindacati. Si tratta del decapaggio e del decatreno che riprendono il 7 gennaio, della zincatura 1 che riparte il 29 gennaio e della zincatura 2 che riprende il 9 gennaio. Si tratta di impianti dell’area a freddo, posti a valle dell’area a caldo del siderurgico, i quali lavorano e trasformano l’acciaio. Il decapaggio e il decatreno si erano fermati, rispettivamente, il 19 e il 7 dicembre, mentre le due zincature la scorsa settimana. Il personale coinvolto globalmente è di 275 unità circa. Sempre oggi i sindacati hanno incontrato ArcelorMittal che ha chiesto la proroga della cassa integrazione ordinaria che scade a fine anno per 1273 addetti. I sindacati non hanno firmato alcuna proroga affermando che non ci sono le condizioni, visto che le prospettive e i futuri piani di ArcelorMittal non sono ancora chiari ed è in atto un confronto tra Governo, commissari dell’amministrazione straordinaria Ilva e ArcelorMittal che deve ancora approdare a risultati. ArcelorMittal ha, quindi, deciso in modo unilaterale di prorogare comunque la cassa integrazione ordinaria da fine anno per 13 settimane, a causa della crisi del mercato siderurgico. Si tratta della seconda proroga degli ammortizzatori sociali. La prima c’è già stata da settembre a dicembre. La cassa integrazione era cominciata lo scorso 2 luglio. Alcuni giorni fa ArcelorMittal aveva proposto la cassa integrazione straordinaria per 3500 addetti, anch’essa respinta dai sindacati. In questo caso, la cassa straordinaria avrebbe assorbito sia quella ordinaria che i 1273 lavoratori destinati. La cassa integrazione straordinaria era stata proposta come conseguenza della fermata, causa sequestro, dell’altoforno 2. Poi, a fronte dell’impugnazione al Tribunale del Riesame, da parte di Ilva, del no alla proroga per l’altoforno 2 espresso dal giudice il 10 dicembre, ArcelorMittal ha deciso di attendere gli esiti dell’udienza al Riesame, fissata per il 30 dicembre, e di soprassedere per il momento alla cassa integrazione straordinaria effettuando invece quella ordinaria nelle modalità già programmate.