Domenica, 22 Dicembre 2019 00:33

IL PIANO/ Legambiente sul preaccordo tra Ilva in as e ArcelorMittal “Non si può prescindere dalla Valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario” In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Nel documento sottoscritto a Milano da Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal  è molto scarna la parte riferita ai futuri piani dell’azienda e si indica solo “il contesto di riferimento individuato in una transizione in direzione di tecnologie verdi (decarbonizzazione), l’adozione di non meglio specificati impianti di produzione di tecnologia verde e la possibilità di dover modificare di conseguenza il piano ambientale attualmente in vigore. E’ invece chiaramente indicato l’obiettivo di produrre circa 8 milioni di tonnellate di acciaio dal 2023”. È la valutazione di Legambiente sul preaccordo firmato da Ilva in as e ArcelorMittal col quale le parti hanno ottenuto dal giudice un differimento al 7 febbraio prossimo dell’udienza relativa alla trattazione del ricorso cautelare urgente depositato da Ilva contro ArcelorMittal. Per Legambiente, ogni discorso produttivo deve anteporre la priorità della Valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario.

 

Il progetto di cominciare a decarbonizzare la produzione di acciaio a Taranto - afferma Legambiente - non può non vederci favorevoli, e siamo contenti che, finalmente, dopo anni in cui questa possibilità è stata negata, si proceda nella giusta direzione”. Ma, dice Legambiente, “l’assenza di indicazioni di  dettaglio non consente di valutare appieno la portata di quella che, ci auguriamo, possa davvero essere una svolta e non soltanto un inutile maquillage o l’ennesima perdita di tempo”. “Ribadiamo - avverte Legambiente. - che, qualunque sia la configurazione produttiva finale ipotizzata, è indispensabile che la produzione di acciaio sia subordinata ad una valutazione preventiva che stabilisca qual è la quantità di acciaio che si può produrre a Taranto senza creare danni inaccettabili per la salute dei cittadini e dei lavoratori” “Legambiente - si evidenzia - chiede che si prioritariamente alla Viias, la Valutazione preventiva dell'impatto ambientale e sanitario, dell’impianto siderurgico tarantino per definire se e quanto si può produrre nello stato attuale degli impianti e quanto si potrà produrre - conclude Legambiente -con la nuova configurazione produttiva che emergerà dal nuovo piano industriale”.