Sabato, 14 Dicembre 2019 06:31

LA LETTERA/ Cercasi parlamentari amici dei bambini di Taranto, le Associazioni lanciano la sfida In evidenza

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Ai destinatari è chiesto di dichiararsi favorevoli allo spegnimento degli impianti pericolosi e sotto sequestro 

 

 

Una lettera in cui viene chiesto di assumersi un impegno e di dichiarare pubblicamente da che parte si sta nella battaglia per l’affermazione del diritto alla salute dei cittadini di Taranto. È questo il senso della lettera che le Associazioni protagoniste del fronte ambientalista hanno presentato ieri  nel corso di una conferenza stampa.

Una lettera di cui è stato letto il testo che verrà inviata ai parlamentari ed è visibile collegandosi a

https://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/47125.html  

Con alcune modifiche è stato sottolineato durante l’incontro con la stampa un testo simile sarà inviato anche ai consiglieri comunali, provinciali, regionali e ai decisori politici.

In sostanza la lettera chiede di

dichiararsi pubblicamente come “parlamentare favorevole al fermo degli impianti pericolosi e sotto sequestro penale”.

E inoltre si aggiunge:

Se lei farà questa scelta il suo nome entrerà in una lista di “parlamentari amici dei bambini di Taranto”.

E' previsto l'invio di disegni e di foto dei bambini di spalle.

Nella lettera si precisa che Il recente studio VIIAS, ossia la Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario pubblicata sull’ultimo numero di Epidemiologia&Prevezione, certifica come “inaccettabile” il rischio sanitario connesso con gli attuali livelli produttivi di 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio.Quindi anche a questi livelli produttivi più contenuti il rischio è inaccettabile per la scienza.   

La lettera è stata presentata  nella conferenza stampa da Alessandro Marescotti (PeaceLink), Valentina Occhinegro (Giustizia per Taranto) e Massimo Castellana (Genitori Tarantini) presso la libreria Mandese di Taranto in viale Liguria. Nella conferenza stampa è stata richiamata la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani che ha condannato l'Italia per non aver protetto i propri cittadini.