Martedì, 10 Dicembre 2019 06:33

SCIOPERO NAZIONALE/Oltre mille lavoratori in arrivo da Taranto a Roma per partecipare alla manifestazione #FUTUROALLAVORO In evidenza

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 Intorno alle 23 di ieri sera oltre 1000 lavoratori ex Ilva (ora ArcelorMittal) e dell'indotto di Taranto, insieme alle sigle sindacali metalmeccaniche di Fim, Fiom e Uilm, sono partiti per Roma per per lo sciopero nazionale di oggi che vede al centro, tra gli altri motivi, il netto rifiuto sindacale ai 4.700 esuberi dichiarati da ArcelorMittal entro il 2023 di cui 2.900 in una fase immediata. Tre i punti di partenza degli autobus a Taranto, città dove gli esuberi Mittal si scaricherebbero in misura maggiore: Concattedrale di viale Magna Grecia; Palamazzola di via Venezia e via Magnaghi, alle spalle dell’area Arsenale della Marina. Venti i pullman prenotati da Taranto dalle sigle sindacali. Dopo la partenza dalla città, c’è stata una sosta davanti alla direzione ArcelorMittal, dove nel frattempo è cominciato lo sciopero, e poi via alla volta di Roma dove si arriverà intorno alle 7 di questa . I pullman, scortati dalle forze dell'ordine, raggiungeranno piazza Santi Apostoli, luogo in cui a partire dalle ore 9,30 alle 12,30 si terrà la manifestazione #FUTUROALLAVORO organizzata da Cgil, Cisl e Uil.

Oltre che da Taranto, in arrivo nelle prossime ore a Roma anche lavoratori da Genova, Novi Ligure e Racconigi, tutti schierati per il no agli esuberi dichiarati dalla multinazionale dell’accciaio che a novembre 2018 è subentrata a Ilva in amministrazione straordinaria nella gestione del gruppo. A Taranto, tra siderurgico e imprese appaltatrici, lo sciopero è cominciato alle 23 di ieri e andrà avanti per 32 ore sino alle 7 dell’11 dicembre. Lo sciopero lungo è stato deciso dalle sigle sindacali per favorire la più ampia partecipazione e raccogliere anche l’adesione di coloro che alle 23 di ieri hanno terminato il secondo turno in fabbrica. Sullo sciopero di oggi, è sorto un nuovo duro contrasto tra ArcelorMittal e sindacati con questi ultimi che contestano all’azienda l’aumento del numero delle comandate allo scopo di vanificare la partecipazione allo sciopero. Le comandate sono squadre di lavoratori che, organizzate dall’azienda col consenso dei sindacati, presidiano gli impianti, astenendosi quindi dallo sciopero, per garantirne soprattutto la sicurezza. I sindacati accusano ArcelorMittal di aver violato gli accordi in materia di comandate nel siderurgico predisponendone un numero decisamente superiore