Giovedì, 05 Dicembre 2019 15:08

LO STRAPPO/ Peluso (Cgil) “Il 10 sciopero e mobilitazione anche a Taranto” In evidenza

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Lo sciopero nazionale del 10 dicembre con manifestazione a Roma indetto per la crisi ArcelorMittal, ex Ilva, con la dichiarazione di 4700 esuberi da parte dell’azienda, divenga anche lo sciopero di Taranto. Lo propone la Cgil di Taranto. Per il segretario provinciale Taranto, “non c’è più tempo per salvare quell’acciaieria e Taranto con una vecchia impostazione ormai superata dai fatti. Ecco perché la chiamata alla responsabilità non riguarderà solo i metalmeccanici e lavoreremo perché il 10 dicembre, in contemporanea con Roma, si possa realizzare uno sciopero generale di tutta la città”. “Mobilitazione - dice la Cgil - che servirà a rivendicare impegni e soluzioni che riguardano l’ex Ilva ma anche tutti i comparti produttivi che da anni subiscono l’onda d’urto di tale crisi”

 

“E’ evidente – sostiene Peluso – che l’attuale ciclo produttivo integrale e che il carbone abbiano fatto il loro corso e che restare ancorati a quel modello produttivo è solo pratica suicida per la nostra comunità e per la strategia nazionale,  ma è altrettanto vero - prosegue - che per tutte le ipotesi che il Governo in queste ore sta prefigurando verso una svolta green dell’insediamento industriale tarantina, occorrerà il tempo che il tessuto economico, sociale, produttivo e occupazionale della città non ha più”. “Ecco perché - rileva Cgil Taranto - serve accelerare su tutti gli investimenti che da anni si prospettano per Taranto, chiedendo allo Stato di intervenire sia sul fronte delle risorse, sia sul fronte della semplificazione di procedure spesso farraginose e paludate”. Per la Cgil, “la logica del profitto ha prevalso su tutto e il gruppo Mittal si è mostrato ben lontano dal voler curare l’interesse della produzione di acciaio italiano e le esigenze di lavoratori e cittadini oggi sotto il vaglio delle ricadute ambientali, di salute, di sicurezza e qualità del lavoro”. Secondo la Cgil, “se lo Stato vuol davvero svolgere un ruolo in questa vicenda, lo faccia non per contenere le perdite del privato ma per essere innesco fondamentale di quel “Cantiere Taranto” che non può più essere più subordinato alla vertenza dell’ex Ilva. Il Governo - conclude Cgil Taranto - si preoccupi di entrare a questo punto nella gestione diretta del futuro di questa città e di questa provincia”.