Giovedì, 28 Novembre 2019 13:09

LA MANIFESTAZIONE/ Domani a Taranto Friday for Future e Usb marciano insieme per una città libera dai veleni In evidenza

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29 novembre 2008, 28 novembre 2009 date delle grandi manifestazioni contro l’inquinamento, 29 novembre 2019, esattamente undici anni dopo, con Taranto che si ritrova a marciare, come allora, per difendere il suo sacrosanto diritto alla salute e alla vita, mentre alle sue spalle incombono, come ieri, i camini del siderurgico.  Taranto non sarà l’unica città a marciare, perché la manifestazioni di domani si inserisce nelle marce dello sciopero globale indetto dal movimento Fridays For Future, alla vigilia del Cop25, la conferenza delle parti dell'UNFCCC in programma a Madrid dal 2 al 13 dicembre.  E poi ci saranno anche i lavoratori dell’ex Ilva, perché sempre domani il sindacato Usb ha proclamato lo sciopero nazionale.

“A Taranto – scrivono gli organizzatori- abbiamo programmato una intera giornata di lotta.
Considerata la centralità della questione ex-Ilva/ArcelorMittal , la giornata inizierà con un presidio davanti alle portinerie della fabbrica alle ore 5.30 del mattino. Disporremo dei servizi navetta, i cui percorsi saranno comunicati a breve attraverso i nostri canali, per consentire agli studenti e ai cittadini che vorranno raggiungerci per manifestare insieme ai lavoratori del siderurgico.
Alle 9.30 è previsto un corteo che, partendo dall'Arsenale, arriverà in piazza della Vittoria, dove avrà luogo un concerto all'interno del quale verrà inserito un intenso dibattito sui temi ambientali e sull'emergenza Taranto, che continuerà fino al pomeriggio.
"Pensare globale, agire locale" è questa la linea guida che i giovani di tutto il mondo si sono dati, ecco perché la crisi ambientale mondiale ci porta, localmente, ad agire contro quella multinazionale predatoria che insiste sulla nostra città.
Ilva è un Climate Monster, la fabbrica è la prima fonte di Co2 in Italia, con i suoi oltre 10 mln/ton all'anno.
Inoltre, la crisi di questi giorni ha acuito la contrapposizione tra salute e lavoro, tra cittadini e lavoratori, per questo il 29 marceremo fianco a fianco, per scardinare la falsa informazione che ci vuole divisi.
Invitiamo tutte le associazioni, i comitati e tutte le cittadine e i cittadini ad unirsi a questa giornata di protesta. 

L’auspicio degli organizzatori è quello di vedere insieme cittadini, studenti, operai, accomunati dal bisogno di affermare che Taranto non ha intenzione di arretrare, di cedere il passo a interessi ritenuti più importanti e più grossi, che ci sono priorità non negoziabili. Insomma, l’obiettivo è quello di lanciare un segnale chiaro a Governo e istituzioni locali perché si facciano interpreti di questa richiesta, di questa spinta, che chiede riconversione e nuove strategie di sviluppo. L’ennesima crisi ex Ilva, oggi Arcelor Mittal – scrive l’Usb-  sta per risolversi come sempre:licenziamenti e cassa integrazione, senza soluzione al dramma sanitario e ambientale a cui restiamo condannati. Taranto è soggetta al solito ricatto da parte di uno stato da sempre colpevole del collasso sociale del nostro territorio. L’intera comunità ritiene necessario rivendicare a gran voce il diritto a decidere del proprio futuro. L’obiettivo è da sempre far comprendere, a chi ricopre ruoli di responsabilità politica, che l’unica via possibile per salvare questa città è la CHIUSURA DELLE FONTI INQUINANTI e la RICONVERSIONE ECONOMICA, SOCIALE E CULTURALEDELL’INTERO TERRITORIO, partendo dal reimpiego di tutti gli operai nelle attività di smantellamento degli impianti e di bonifica dei siti inquinati. Un’opportunità concreta anche per i settantamila disoccupati che questo territorio conta. Una VERTENZA TARANTO che necessita di una MOBILITAZIONE GENERALE!
Per questo noi scenderemo in piazza in occasione del prossimo SCIOPERO GLOBALE previsto per VENERDÌ 29 NOVEMBRE indetto dal movimento Fridays For Future.

La giornata di oggi è legata ad un tragico evento, il 28 novembre del 2012, quindi sei anni fa, Francesco Zaccaria, gruista dell'Ilva, fu scaraventato in mare da 60 metri di altezza. Era su una gru quando arrivò un tornado. Esattamente come sette anni dopo, era il 10 luglio, è toccato a Mimmo Massaro, anche lui gruista, anche lui scaraventato giù mentre sulla città imperversava l’uragano. Lavoro, sicurezza, ambiente, salute, vita, solo nel momento in cui questi diritti saranno garantiti allo stesso modo, potremo affermare di abitare in un mondo civile.

Lu.Ca.-