Martedì, 26 Novembre 2019 19:42

LA VERTENZA/ Emiliano “tutti i pagamenti sono in corso” i lavoratori tolgono il presidio davanti alle portinerie In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 

 

E dopo la conferenza stampa parte il selfie dell’ad di ArcelorMittal con lavoratori e imprenditori dell’indotto 

 


L’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, appena finita la conferenza stampa congiunta con Regione Puglia, Comune di Taranto e Confindustria Taranto, ha raggiunto il piazzale della portineria C della fabbrica e si è fatta una serie di selfie con gli imprenditori e i lavoratori che erano lì in presidio. Morselli, in questo modo, ha voluto dare di persona l’assicurazione che il problema del pagamento delle fatture scadute da parte dell’indotto-appalto era ormai risolto e che la situazione tornava alla normalità. E di lì a poco il presidio davanti alla portineria è stato tolto.

 "Oggi abbiamo parlato del pagamento delle fatture. La nostra battaglia per la coniugazione vera tra la priorità, che é la salute delle persone, e la seconda priorità che è la produzione e il lavoro, continua. Non é finita qui”. Lo ha affermato Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, nella conferenza stampa tenuta nel pomeriggio ad ArcelorMittal a Taranto. Presenti l’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro.

    “Non sono in grado di dire - ha sostenuto Emiliano - quale sarà il punto finale di questo equilibrio, ma nel momento in cui i rapporti tra le persone anzitutto si riallacciano, eppoi si chiariscono attraverso la reciproca conoscenza, io penso che questa battaglia che la Regione Puglia e il Comune di Taranto stanno facendo da anni, potrà trovare - ha rilevato ancora Emiliano - una maggiore facilità di arrivare ad una conclusione positiva per i cittadini tout court. Io questa rassicurazione - ha concluso Emiliano - lo avuta oggi nel prendere atto del cambio di passo, di paradigma. Questo è l’elemento chiave di oggi. È la prima volta che la fabbrica dialoga sul pagamento delle fatture, cosa importante ma non importantissima, e io penso che lo stesso cambio di paradigma potremo averlo anche sul resto e mi riferisco alla salute e alla impostazione generale tecnologica della fabbrica”.

Come dicevamo è stato tolto nel pomeriggio dal piazzale della portineria D del siderurgico ArcelorMittal di Taranto, il presidio di protesta che le imprese dell’indotto-appalto stavano attuando da lunedì della scorsa settimana a fronte dei mancati pagamenti, da parte della stessa ArcelorMittal, delle fatture scadute e relativi a lavori già svolti in fabbrica. Un importo di scaduto che, secondo Confindustria Taranto, ha raggiunto negli ultimi giorni i 60 milioni di euro. Come ha detto oggi il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, nella conferenza stampa tenuta insieme all’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli, al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, l’accordo raggiunto ieri con l’azienda, ovvero bonifici a tutte le imprese del 100 per 100 dello scaduto maturato alla fine di ottobre, acquisisce efficacia a partire da oggi. Per ottenere i pagamenti, giorni addietro le aziende guidate da Confindustria Taranto avevano anche messo in mora ArcelorMittal.

 

“Tutti i pagamenti sono in corso e verranno completati nel tempo tecnico necessario” ha detto, a tal proposito, il governatore regionale Emiliano, che ha parlato anche del lavoro che a tal fine sta svolgendo una commissione paritetica.  Il presidio, in questi giorni, ha permesso che nel siderurgico entrassero solo le materie prime e mezzi strettamente necessari all’attività produttiva. Non sono mancati diversi momenti di tensione. In alcuni momenti si è sfiorato il rischio che i camion con le materie prime sbarcate al molo polisettoriale del porto di Taranto venissero fermati. Oltre ai titolari delle imprese e agli autotrasportatori, hanno partecipato al presidio anche i lavoratori dell’indotto-appalto. Fra i diversi contraccolpi, anche il mancato funzionamento, in alcuni giorni della scorsa settimana, delle mense di stabilimento che non sono state approvvigionate per cui normalisti e impiegati sono usciti dal lavoro un’ora prima rispetto al consueto.