Venerdì, 15 Novembre 2019 16:29

LA RABBIA/ I lavoratori davanti davanti al Mise “Se non ci danno risposte verremo a Roma in 15mila, la politica ha fallito e continua a fallire” In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 

Mentre lo Stato chiama in causa ArcelorMittal, noi, i cittadini di Taranto, cosa faremo?   

 

Ore 15, Roma, davanti alla sede del Mise l’aria è pesante. La delegazione di lavoratori giunta da Taranto per seguire l’incontro tra ArcelorMittal, Governo e Sindacati non è più disposta ad aspettare. Arriva la notizia che la multinazionale non ha fatto entrare nello stabilimento gli ispettori del  ministero.

C’è chi ironizza sui toni trionfalistici con cui qualche tempo fa quando al Mise c’era Di Maio si annunciava di aver risolto il problema dell’Ilva.

 

 

E i lavoratori oggi, di fronte al disimpegno di ArcelorMittal e allo stato di confusione che regna sovrano, è contro la politica che puntano l’indice.

“Siamo arrabbiati delusi stanchi - a dare voce alla rabbia è Piero Pernile- i lavoratori sono pronti a venire tutti e 15mila qui a Roma se non saremo ascoltati e non riceveremo le giuste risposte. Risposte che ora spettano alla politica. Verremo a Roma con le nostre famiglie e non ascolteremo e non sentiremo più ragioni da parte di nessuno.  Siamo stanchi, noi vogliamo lavoro e salute.  Ci devono dare risposte e alternative, se hanno deciso già sulla nostra pelle ce lo devono dire subito, non possono giocare con noi.  Basta! La politica ha fatto solo danni in Italia.”

I toni si fanno più accesi e Piero rincara la dose.

“Mentre lo Stato chiama in causa ArcelorMittal, noi, i cittadini di Taranto, cosa faremo in questo frangente? Se il Governo ha deciso altro che ci dica di che morte e ci dia le giuste risposte, a noi, lavoratori e cittadini di Taranto. Il tempo è scaduto. Hanno avuto sette anni di tempo, potevano programmare un futuro diverso, hanno scelto il futuro dell’Ilva aperta, hanno fallito, continuano a fallire aspettando, devono assumersi le loro responsabilità.”

Lu.Ca.