Lunedì, 25 Febbraio 2019 20:55

IL CORTEO/Ambiente: in migliaia alla fiaccolata per le vittime dell’inquinamento a Taranto In evidenza

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 Alcune migliaia di persone hanno partecipato questa sera, nel centro di Taranto, alla fiaccolata per ricordare i bambini che sono morti, per tumore, a causa dell’inquinamento industriale. La manifestazione coincide col trigesimo della scomparsa del 14enne Giorgio Di Ponzio, un bambino di Taranto, ed e promossa dall’associazione “Genitori Tarantini” che già in passato si è resa protagonista di iniziative simili tra cui la marcia dei passeggini vuoti. Il corteo è partito poco dopo le 18 dall’Arsenale della Marina Militare snodandosi lentamente. Si è trattato di un corteo silenzioso e molti partecipanti hanno tra le mani una piccola fiaccola accesa. Ad aprire, sono i cartelloni che portano le foto dei bambini scomparsi negli ultimi tempi. Cartelloni tutti uguali, il nome di battesimo dei piccoli, Giorgio, Lollo, Ambra, alcuni di questi. e la scritta “Io dovevo vivere”. Alcuni bambini sfilano portando dei cartelloni, tra cui c’è quello con la scritta “I bambini non sono farfalle con le ali spezzate”. Nella prima parte del corteo, ci sono anche una serie di sottili croci bianche tenute ben issate. Nel corteo sono presenti tante famiglie con i loro piccoli è una folta delegazione di tutti i gruppi scout di Taranto con i loro vesilli. Al passaggio della fiaccolata nelle vie centrali di Taranto, Di Palma e D’Aquino, diversi negozi hanno spento le insegne, le luci interne è chiuso temporaneamente gli esercizi in segno di partecipazione all’iniziativa. Il corteo si è diretto verso corso Due Mari per la cerimonia finale.In occasione della fiaccolata, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha indetto il lutto simbolico della città e Arcelor Mittal, l’azienda che è subentrata all’Ilva in amministrazione straordinaria nella gestione degli impianti siderurgici, ha invitato i suoi dipendenti a un momento di raccoglimento in concomitanza con la manifestazione e messo le bandiere a mezz’asta. Un gesto criticato sui social soprattutto da quanti non condividono la presenza dell’industria dell’acciaio e ritengono che questa sia la principale fonte di inquinamento che causa a Taranto malattie e decessi. Oggi Giorgio e Carla, i genitori di Giorgio Di Ponzio, anche a nome degli altri genitori si sono rivolti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e a Papa Francesco. La richiesta al primo è che ai bambini di Taranto deceduti sia “assegnata una medaglia al Merito che riconosca il loro calvario e il loro sacrificio avverso alle ingiustizie sociali ed ambientali subite”. A papa Francesco, infine, un incontro anche alla luce delle indicazioni dell’enciclica “Laudato Sii”, per vedere “se questa ha effetto anche su questa città martoriata dove ogni legge è stata sorpassata a favore del profitto ed ogni matrice ambientale è stata violentata con conseguente contaminazione degli alimenti”.