Venerdì, 15 Febbraio 2019 10:00

AUTONOMIA DIFFERENZIATA/ Ancora una volta vincerà "la legge del più forte?" In evidenza

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In tanti stanno paventando il rischio che l'autonomia differenziata crei un ulteriore divario tra Nord e Sud, tra Regioni ricche e Regioni povere. E' l'eterna questione meridionale che si ripropone in tutta la sua drammaticità perchè, diciamolo, nessun governo centrale è mai riuscito a realizzare una politica che colmasse divari e disuguaglianze. Ciò ha cronicizzato i problemi amplificando spaccature che si sono fatte sempre più ampie e profonde. Basta prendere un treno, andare in un qualsiasi Cup o Centro per l'Impiego, per accorgersi che l'Italia è divisa in due, spaccata, e che in questa divisione il Sud ci ha sempre rimesso. Adesso il ministro Salvini va in giro a distribuire patenti alle Regioni virtuose che in quanto tali meritano una citazione a parte e rassicura che nessuno perderà una lira per cui non se ne abbiano a male le altre, basta impegnarsi, risparmiare, spendere bene i soldi... Mentre sulle sponde dello Ionio tutto tace, le voci contrarie stanno cominciando a farsi sentire. Tra queste c'è quella dell'economista Gianfranco Viesti docente di Economia applicata all'Università di Bari, il quale in un'intervista a Open attacca la riforma sia nel metodo che nel merito definendola "Una secessione di fatto, politica e culturale". Secondo Viesti il "processo di sgretolamento del  Paese sarà inarrestabile". 

Insomma, sembra di essere alla vigilia dell'ennesimo colpo di mano, anche perchè benchè Salvini abbia aperto a una discussione preliminare prima del voto, come  spiega Viesti, non è prevista la discussione di merito o emendativa ma solo il voto di ratifica da parte del Parlamento. Insomma, malgrado sia Di Maio che Salvini cerchino di gettare acqua sul fuoco, ci sono processi in atto che consolidano il sentimento culturale prevalente, basato su divisioni, contrapposizioni e sulla convinzione sempre più diffusa che sia giusto che a vincere debba essere "la legge del più forte" . Ancora una volta la parole d'ordine è "semplificare" senza tenere conto della complessità della materia oggetto della Riforma e delle conseguenze che questa potrà avere su un Paese già lacerato.