Giovedì, 06 Settembre 2018 15:18

LA TRATTATIVA 4/ Ilva, accordo chiuso. Pace fatta con i lavoratori e con la città? In evidenza

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Accordo, firma intorno all’ora di pranzo e ingresso ufficiale in Ilva del nuovo proprietario, il colosso mondiale Arcelor Mittal, sabato 15 settembre. Sono state necessarie 18 ore di trattativa ininterrotta per chiudere quello che il ministro Di Maio ha definito “il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili”. Come fanno sapere i sindacati ora la parola passa ai lavoratori che si pronunceranno con un referendum. I punti centrali dell’accordo sono l’assunzione immediata di 10.700 unità, un incentivo all’esodo volontario che parte da 100mila euro lordi, la permanenza degli esuberi nell’organico dell’amministrazione straordinaria con un percorso che prevede cassa integrazione e ricollocazione al lavoro nelle bonifiche.
La trattativa tra sindacati, azienda e governo era andata avanti tutta la notte con diverse interruzioni. Intorno alle 5 la riunione si era aggiornata ma già alle 8 si parlava di firma imminente con uno scaramantico Di Maio che chiosava “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Ora gioiscono il premier
Conte, i rappresentanti di Governo, il Pd con l’ex ministro Calenda in testa ed è tutto un susseguirsi di tweet di complimenti e di incoraggiamento. Critico il Verde Bonelli che il “delitto perfetto” lo attribuisce ai 5 Stelle e a Di Maio.
“Abbiamo ottenuto quello che abbiamo chiesto sin dall'inizio, quindi siamo soddisfatti - ha dichiarato la segretaria della Fiom - 10.700 lavoratori verranno assunti subito e sono sostanzialmente quelli che ora lavorano negli stabilimenti, ossia tutti quelli non in cassa integrazione". Contemporaneamente parte anche un piano di incentivi alle uscite volontarie e l'azienda "si è impegnata ad assumere tutti gli altri che restano in carico all'Ilva senza penalizzazioni e con l'articolo 18". Molto migliorato anche il piano ambientale "che porta all'accelerazione delle coperture dei parchi e a un limite fortissimo delle emissioni. Se Ilva vuole produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio lo deve fare senza aumentare di nulla le emissioni che ci sono”.
E la città come si schiera? E i tarantini che avevano votato Cinque Stelle convinti che il Movimento avrebbe tenuto fede all’impegno della “chiusura delle fonti inquinanti” che posizione assumeranno? Sui social è già esplosa la polemica e certamente altri segnali partiranno dal sit-in di cittadini, movimenti e associazioni previsto per questo pomeriggio