Lunedì, 20 Novembre 2017 14:04

SOLIDARIETÀ - Natale di beneficenza con l'Avo. Pettolata al Moscati e al Ss. Annunziata In evidenza

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A Natale la solidarietà vale doppio perché fa dimenticare lo stato di disagio in cui si vive ma soprattutto perché fa sentire i volontari della solidarietà e i beneficiari del servizio, ma anche tutti gli altri, che sono vicini come una grande e unica famiglia.

Tutto ciò è molto bello.

Adoperarsi per questo significa veramente fare Natale.

Il secondo concetto è che molto spesso la solidarietà è un po’ come i ‘colpi scuri’ che in ogni festa patronale segnalano che la festa sta per cominciare.

Ed è proprio ciò che da qualche anno accade all’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri) nei confronti dei pazienti oncologici che vivono la particolare malattia nel nosocomio “G. Moscati” a Paolo VI e nel Presidio Ospedaliero “SS. Annunziata” in via Bruno.

Vero è che l’Avo opera al loro fianco per tutto l’anno ma in alcune circostanze questo loro servizio si moltiplica e, per questo motivo, viene esaltato.

Così mercoledì 22 novembre, festa di Santa  Cecilia, che per i tarantini segna l’inizio del lungo cammino che ci porterà all’Immacolata, al Natale, al Capodanno e all’Epifania, l’Avo ha organizzato in orari diversi, dalle ore 15,30 presso i reparti di Oncologia e di Geriatria del Moscati e un paio di ore dopo presso tutti i reparti del SS. Annunziata.

Due speciali momenti di animazione e di intrattenimento per i malati dei reparti con l’accompagnamento di due giovani musicisti, Jonus e Diego Abaz, con il coordinamento della presidente dell’Avo, Anna Pulpito, che il 7 u.s. è stata rieletta per l’ennesima volta alla guida della importante associazione che in maniera egregia opera in un settore del sociale tanto delicato.

Lo faranno loro, i volontari dell’Avo, unitamente ai chitarristi che, attraverso la musica che proporranno, porteranno il segno sonoro della festa. E non è da escludere che ci possa scappare anche qualche pastorale tarantina.

Poi i volontari dell’Avo metteranno le mani ‘in pasta’ per preparare le squisite pettole tarantine che saranno fritte, in diretta, e saranno anche consumate anche, sempre ‘in diretta’ come vuole la tradizione.

Può darsi che i parenti dei degenti, destinatari di questo importante momento di solidarietà, avranno portato a loro in mattinata le pettole, sempre gradite, ma quelle dell’Avo avranno un sapore e un significato diverso: la solidarietà che condivide il cibo della festa con chi soffre e che mette ciascuno dei fruitori per qualche ora nella condizione di non pensare alla malattia.

Il resto lo sapranno fare tutti coloro che vorranno condividere con l’Avo questi momenti (i nuovi volontari sono sempre i benvenuti) e che daranno un significato umano e solidale alla prima delle feste natalizie tarantine.