Venerdì, 02 Dicembre 2016 04:42

REFERENDUM/La Puglia in Più promuove un voto libero e consapevole. In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 

L'iniziativa  SI E' SVOLTA A a Lecce presenti Dario Stefàno, Carlo Fusaro e Gianluigi Pellegrino



Si è tenuta all'Hotel Risorgimento di Lecce l'iniziativa organizzata dal Movimento La Puglia in Più per affrontare nel merito i contenuti della riforma costituzionale, approfondire e confrontarsi sulle modifiche, puntando alla promozione di un voto consapevole e libero da strumentalizzazioni. Al dibattito sono intervenuti Carlo Fusaro, Docente di Diritto Elettorale e Parlamentare dell'Università di Firenze e Gianluigi Pellegrino, avvocato esperto di diritto Amministrativo e opinionista per L'Espresso che hanno accolto l'invito del senatore Dario Stefàno, Presidente del Movimento.

"La riforma non sarà perfetta - ha affermato Carlo Fusaro - ma ci dà l'essenziale: supera il bicameralismo paritario con l'abolizione della doppia fiducia e il conferimento alla Camera della prevalenza sul 95% delle leggi. Affronta inoltre efficacemente a tutela dei diritti l'attuale confuso riparto delle competenze legislative fra Stato e Regioni. Non è tutto, ma è molto, perché è l'essenziale".

“Spiace dirlo ma in questo caso è proprio il referendum ad essere un “delitto” - ha argomentato invece Gianluigi Pellegrino-. In una repubblica parlamentare, al voto andrebbero sottoposte solo scelte chiare e univoche nei contenuti: repubblica o monarchia, divorzio o no, aborto o no, ecc..e non una variegata e polimorfa modifica di 40 articoli della Costituzione dai contenuti più diversi. Ancor di più - continua Pellegrino - in un fase di sfibramento come questa non è di confusione certo che si aveva bisogno. Ed invece fatalmente sul merito della riforma, che pochissimi elettori potranno conoscere non dico nei dettagli ma fosse pure nei tratti fondamentali, prende il sopravvento una sorta di plebiscito politico. Sia chi vota sì, sia chi vota no lo fa oggi pressocchè esclusivamente su valutazioni che sono o di legittima preoccupazione per l’immagine e la forza del Paese in Europa e nel mondo o di “pancia” politica sugli umori di simpatia o meno per l’attuale premier. E’ l’ennesimo cortocircuito istituzionale all’italiana di cui davvero non c’era bisogno. E’ un rischio che avremmo dovuto tutti vedere subito a cominciare dall’allora Presidente della Repubblica e fuggire dalla sirena che referendum è semrpe “bello” e democratico. Comunque vada purtroppo non c’è voto meno fuorviante di questo. Non ci resta che sforzarci (abbastanza invano) di guardare al merito che ha tante luci quante ombre e provare ad analizzare e prefigurare il domani”.

Di merito ha parlato anche il senatore Dario Stefàno. "Quando con il mio collega Luciano Uras abbiamo lanciato la provocazione dei 'Comitati del SO' volevamo tirare fuori dal clima da stadio e da dannose strumentalizzazioni il dibattito sulla riforma per permettere ai cittadini si conoscere e operare, di conseguenza, una scelta consapevole, di testa, sul futuro della Carta Costituzionale. Il Referendum è per definizione uno spazio di espressione degli Italiani e condurli al voto con una piena consapevolezza è stato l'obiettivo delle numerose iniziative di approfondimento che con il movimento abbiamo organizzato nei territori".