Giovedì, 12 Settembre 2013 17:31

Enipower rinuncia a Taranto. Per il consigliere regionale Pdl, Pietro Lospinuso è "Una sconfitta per l'area jonica" In evidenza

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L' Enipower rinuncia a Taranto. E' questa la notizia che ha del clamoroso di questa giornata convulsa per l'area ionica afflitta da vertenze di lavoro, conflitti sindacali, sitin sotto la Prefettura, presidi sotto il Comune. I lavori dell'Eni prevedevano un investimento di 230 milioni di euro con una ricaduta per l’economia locale, stimata fino a 530 posti di lavoro per la realizzazione dell’impianto. Tutto questo secondo il consigliere regionale Pdl, Pietro Lospinuso svaniscono nel nulla, con buona pace di una comunità economicamente allo stremo. Nel totale disinteresse delle amministrazioni locali relativamente al progetto di ammodernamento e potenziamento della centrale di Taranto”. “Come se non bastassero - prosegue Lospinuso - le crisi industriali già in atto e quelle (vedi ILVA) alle quali alacremente si sta lavorando. In compenso conserveremo l’attuale tasso di inquinamento, che il nuovo progetto avrebbe fortemente ridotto, a dimostrazione di quanto siano sovente cieche le politiche del a tutto ed al contrario di tutto”. “Non si arresta quindi il cupio dissolvi che sta riducendo il nostro territorio ad un deserto di occasioni perdute, sulla pelle di un popolo cui si sta sottraendo non soltanto il futuro, ma anche quel poco di presente che ancora conserva – prosegue Lospinuso - una responsabilità gravissima che si sta assumendo una casta, non soltanto politica, che gode di lauti stipendi pubblici, a cui cosa volete che importi dei poveracci destinati alla miseria ed all’emigrazione”. “ Questa rinuncia - conclude il consigliere - rappresenta un monumento all’incapacità di chi dovrebbe servire il popolo e invece, si limita a servirsene. Ma anche una sconfitta del territorio e di chi vorrebbe continuare a viverci”. Questo quanto recita Lospinuso. Noi come cronisti vogliamo solo porre dei dubbi sulla veridicità di quanto dichiarato dall'Eni e poniamo una domanda:ma veramente l'Eni rinuncia ad un investimento così importante, o lo sta facendo solo per sollecitare le Istituzioni a fare presto nel rilascio delle autorizzazioni?