Giovedì, 25 Settembre 2014 14:24

Sanità/ La Cgil denuncia "sospesa la sperimentazione per abbattere le liste d'attesa, i direttori generali delle Asl si sono arresi" In evidenza

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Ancora nubi sulla sanità pugliese. Questa volta a nlanciare l'allarme e la segreteria regionale della Cgil Funzione pubblica che, in una nota, annuncia la sospensione della sperimentazione per abbattere le liste d'attesa.

"Davvero una brutta notizia- si legge nella nota- per la sanità pugliese l’interruzione della sperimentazione dell’abbattimento delle liste di attesa. Hanno vinto le lobby che vogliono continuare a gestire la sanità pugliese con i vecchi metodi. Dopo i segnali incoraggianti dei primi mesi che hanno evidenziato risultati significativi sulla riduzione dei tempi di attesa, nella fase finale della sperimentazione tutto si è fermato. I Direttori Generali delle ASL hanno mollato, sia per l’incertezza politica che regna in Regione, sia per il fatto che per la maggior parte di loro il destino è segnato.

L’area di disincanto e di rassegnazione che si respira in sanità è palpabile. Non c’è governo nelle politiche territoriali.

Chi gestisce le unità operative e che crea, spesso ad arte, l’allungamento delle liste per favorire l’intramoenia, l’extramoenia e le strutture private- prosegue la nota- hanno ripreso il timone di comando, cancellando tutte le regole che imponevano tempi e procedure sia sulle prestazioni ordinarie che sulle prestazioni aggiuntive, attenzionate anche dalla ispezione del MEF sulla ASL BA per gli anni precedenti.

Non ci stiamo a subire veti e tempi di chi vuole tenere la sanità sotto interessi poco limpidi.

E’ necessario riprendere il filo del discorso interrotto. Richiamare i vecchi e “nuovi Direttori Generali” che verranno e l’insieme del management alle loro responsabilità per intervenire nei sistemi organizzativi aziendali e sulle criticità che spesso, volutamente bloccano il regolare svolgimento delle prestazioni.

Non si può chiedere continui sacrifici ai pugliesi- sottolinea la Cgil regionale-dopo aver sopportato il peso del piano di rientro hanno necessità di vivere una fase di normalità e non di continue peripezie."

 

    

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