Venerdì, 02 Ottobre 2026 18:36

REALTÀ TARANTINE/ Parte la nuova stagione di REC. L'art director Debora Boccuni: noi, non solo una scuola, ma un pensatoio per artisti In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

"Credere in ciò che si fa, è l'unico modo per essere se stessi".

Lei è Debora Boccuni, orgogliosamente tarantina, attrice, ballerina, performer , innamorata pazza della sua città e con una sensibilità particolare nello scoprire, formare e valorizzare talenti. Insomma, una vera e propria forza della natura, animata dalla passione e dall'impegno.

Dopo una doppia stagione esaltante che l'ha vista calcare i  palcoscenici di tutta Italia con il Musical Frida, che riprenderà presto, e l'indimenticabile tour di Caparezza, Debora è pronta per riprendere con la direzione artistica di REC, Recitazione E Cinema,  una realtà che aiuta  attori in erba e non ad entrare in contatto con il panorama cinematografico attraverso laboratori, formazione, casting. Insomma una vera e propria scuola rivolta a diverse fasce di età con pianta stabile al teatro Crest  un team di docenti notevolissimo.

Abbiamo incontrato Debora nel suo regno, alle prese con gli ultimi preparativi in vista dell'imminente partenza. 

 REC si prepara a vivere un anno intenso  e pieno di novità. Puoi darci qualche anticipazione? Quando si parte? Chi ci sarà? Come si svilupperanno incontri e laboratori? 

Anche quest’anno siamo pronti per ripartire. L’inizio delle lezioni è fissato per il 6 ottobre con il corso KIDS (perché sì abbiamo un corso dedicato a piccoli attori del grande schermo), e per proseguire con il corso TEENS e ADULTS nei giorni a seguire. Ad affiancarmi ci sono diversi docenti professionisti e diplomati come Giovanni Di Lonardo, Veronica Giusti e Iris Trivisano, oltre che Tiziana Risolo e Anna Colautti che da sempre mi affiancano nell’organizzazione.

Ma la vera chicca sarà per me avere l’onore di avere accanto a me il maestro Alfredo Traversa in un laboratorio sul testo dedicato ad attori, con una base di formazione già alle spalle, che terminerà con una restituzione tra i siti archeologici della città di Taranto. Insomma un vortice di opportunità e idee anche quest’anno che coinvolge diverse fasce d’età, dai 6 anni in su, e che prevederà anche tante sorprese come Masterclass con professionisti del panorama nazionale cinematografico di cui sveleremo prossimamente i nomi. 

 

Perché bisognerebbe iscriversi a REC, per trovare cosa? Dacci uno o più motivi per iniziare questa avventura 

REC non è solo una scuola, è un pensatoio di artisti come lo chiamo io. Un luogo nato per ritrovarsi e per osare e per entrare in contatto con una realtà professionale vera, che strizza l’occhio alle opportunità che si trovano solo nelle grandi città come Roma e Milano.

Ci si iscrive a Rec per affinare un percorso e capire come mettersi sul mercato professionale, ma ci si iscrive a REC anche per allenare una passione come una vera e propria palestra per attori. Infine ci si iscrive anche per mettersi in gioco. Perché non è mai troppo tardi per iniziare e perché è sempre tempo per insegnare ad un bambino o un ragazzino cosa significhi comunicare in questo mondo e quanto sia importante essere presenti a se stessi, coltivando i propri talenti e le proprie passioni. Io ci credo, credo nel progetto e credo in loro. Per questo mi metto al loro fianco.

 

In tutti questi anni, in tanti grazie a REC hanno potuto partecipare a produzioni cinematografiche e televisive, quali sono quelle che ti sono rimaste maggiormente nel cuore?

Devo dire che ogni piccola o grande conquista è stata una vittoria. Vedere persone già grandi stare su set come “Palazzina Laf” di Michele Riondino con  dei ruoli, oppure su “”Qui non è Hollywood” di Pippo Mezzapesa mi ha riempito il cuore di soddisfazione. Aver creato quel ponte affinché loro potessero fare il provino e vedere che lo superavano anche è stata la conferma che la mia visione fosse concreta, giusta. Ambiziosa sì, ma possibile. E anche vedere che molti venissero convocati a provini su parte e poi non li passassero è diventato uno stimolo a fare di più. 

Le soddisfazioni più grandi sicuramente vedere la gioia di allievi maturi che da ex operai Ilva apparivano sul grande schermo e una ragazzina di 15 anni, con cui abbiamo preparato il casting, diventare protagonista di una fiction Rai. 

Qual è il tuo sogno nel cassetto? Cosa ti aspetti da questa nuova stagione? 

Il mio sogno nel cassetto è quella di diventare una realtà stabile, riconosciuta in primis dalle autorità locali e regionali e poi magari convenzionata con quelle nazionali di rilievo. 

Questa nuova stagione mi vede ancora all’interno del teatro Tatà che ringrazio per essere il mio polo sicuro e che crede in me. Insieme a loro spero di fare nuove cose, in questa o nelle prossime stagioni.

 

Taranto, un tempo considerata una piazza periferica, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel settore di Cinema, Teatro, Televisione, grazie anche al fatto che molti giovani, pur con mille difficoltà, decidono di restare o di tornare mettendo le proprie competenze al servizio del territorio. Possiamo definirla una scommessa vinta?

 

Io credo che non sia mai vinta una scommessa finché si può rilanciare e finché la posta in gioco è alta. La creatività non si ferma mai e l’arte smuove le montagne.

Quello che posso dirvi con certezza è che fuori dalla Puglia, i pugliesi, e i tarantini in particolare, vengono considerati i più talentuosi in assoluto in questo mestiere. Significa che questa terra sforna talenti di alto livello con una grande personalità.  E le grandi personalità non si fermano mai. E allora sì. La scommessa in parte è vinta, ma non è abbastanza. Possiamo osare ancora di più!

Ultima modifica il Venerdì, 02 Ottobre 2026 19:46

    

Ripristina impostazioni sui cookie.