"L'aeroporto di Grottaglie può diventare anche un aeroporto passeggeri, ma dentro una logica di rete. Lo scalo di Grottaglie ha certamente una vocazione industriale, aerospaziale e cargo che intendiamo sviluppare e che sta dando importanti risultati, ma questo non significa che debba essere esclusa a priori la possibilità di utilizzare lo scalo anche per il traffico passeggeri". Così all’AGI il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile, relativamente alla possibilità che lo scalo di Grottaglie (Taranto) possa essere aperto a voli civili verso (e da) Roma e Milano. "Il mercato sta cambiando - prosegue Vasile - e i numeri del traffico aereo pugliese ci dicono che la domanda continua a crescere. Il nostro compito però è verificare questa possibilità con dati concreti e non attraverso slogan. Credo quindi che oggi dobbiamo uscire dalla logica del quarto aeroporto e ragionare invece in termini di rete aeroportuale pugliese che è la nostra peculiarità". Al momento, dunque, si tratta ancora di un’iniziativa avanzata dal presidente della Regione, Antonio Decaro, di verificare la disponibilità delle compagnie aeree a operare voli da Taranto. "Bene ha fatto il presidente ad avanzare un’iniziativa che si muove sul riconoscimento della continuità territoriale". Prossimo passo, dunque, sarà quello di pubblicare un avviso ("previsto tra una decina di giorni", spiega Vasile) per sondare la disponibilità delle compagnie aeree. "Questo - evidenzia ancora - è dovuto a fronte delle tante richieste pervenute nel corso di questi anni, e di un importante lavoro sull’infrastruttura aeroportuale che è stato fatto a Grottaglie". "Abbiamo constatato - aggiunge Vasile - un’attenzione da parte del mercato allo scalo, ma ora è giusto capire se sarà possibile concretizzarla. Saranno però le compagnie a dirci se le rotte per Roma e Milano siano sostenibili e a quali condizioni. Quindi stiamo verificando se esiste un mercato che giustifichi questa scelta. Se e quando arriveranno manifestazioni di interesse solide, le valuteremo con grande attenzione. Se invece non ne arriveranno, ne prenderemo atto. Comunque, la verifica va fatta, perché ci sono le potenzialità".
La possibilità, però, non è stata accolta con particolare favore a Brindisi, distante appena 50 chilometri da Grottaglie e sede del secondo aeroporto più importante della regione, con decine di collegamenti nazionali e internazionali. I timori di rappresentanti e associazioni brindisini è che, con l’eventuale apertura dello scalo tarantino ai voli civili, l’Aeroporto del Salento possa veder diminuire i numeri di passeggeri e traffico. "Brindisi ha una sua funzione all'interno della rete aeroportuale pugliese che non verrà mai messa in discussione e non verrà mai meno", rassicura Vasile. "Grottaglie - prosegue - non nasce per sottrarre traffico all’aeroporto del Salento, però è bene capire se esiste spazio per far crescere ulteriormente il traffico aereo regionale senza creare disequilibri". Su un punto, però, il presidente di Aeroporti di Puglia insiste particolarmente: "Oggi non è possibile decidere che Grottaglie farà concorrenza a Brindisi, né creare timori o allarmismi, perché dobbiamo verificare l’interesse delle compagnie". La chiosa finale è sul "Gino Lisa" di Foggia, attualmente collegato con Milano Linate, Bergamo e Torino e ufficialmente riaperto al traffico passeggeri nel 2022. "Credo che l'esperienza del 'Gino Lisa' possa essere considerata positiva. E' un aeroporto che ha ritrovato centralità e che ha davanti a sé prospettive concrete di crescita. Il nostro obiettivo è consolidare quanto è stato fatto e creare le condizioni perché l'offerta possa aumentare, la struttura possa essere ulteriormente valorizzata e tutti i servizi necessari possano essere completati". "Aeroporti di Puglia - conclude - sta lavorando in questa direzione con grande attenzione soprattutto con fiducia".

