“La nuova richiesta di sospensiva si basa su una relazione tecnica in cui si quantifica in 830 milioni il costo per riavviare gli impianti ove venissero fermati e tanto sarebbe profondamente ingiusto se la Cassazione il 20 ottobre dovesse annullare il decreto che ha imposto la sospensione dell'attività. Messa così la richiesta sembrerebbe ragionevole. Ma non lo è perché si basa su un presupposto falso”. Lo dice l’avvocato Maurizio Rizzo Striano, legale dei cittadini di Taranto che si sono costituiti contro l’ex Ilva. “Infatti in tutti questi anni - dice Rizzo Striano - cokerie, altoforni e acciaierie sono stati fermati decine di volte, anche per lunghi periodi e poi riavviati. Per esempio, le cokerie sono ferme da 8 mesi, Afo 1 da 15, Afo 4 da circa un anno, Afo 2 è stato fermo quasi 2 anni” (Afo è la sigla degli altiforni). “Pertanto, se fosse vero quello che sostengono Ilva e AdI, in questi anni si sarebbero spesi miliardi per ogni fermata e riavvio e questa spesa sarebbe stato facile documentarla al giudice. Invece niente proprio perché non è stata mai necessaria” conclude Rizzo Striano.

