“Devo parlare con le aziende associate, ma la volontà é quella di sospendere i licenziamenti nell’indotto-appalto dell’ex Ilva poiché c’é continuità almeno sino alla pronuncia della Corte di Cassazione”. Lo dice ad AGI Nicola Convertino, presidente di Aigi, associazione di imprese che lavorano con l’ex Ilva che ha dichiarato, per conto di 28 aziende associate, 2.500 licenziamenti collettivi. Licenziamenti comunicati il 4 settembre, sospesi l’8 dopo un vertice a Palazzo Chigi delle associazioni datoriali, e infine riattivati l’11 dopo che la Corte d’Appello di Milano con un’ordinanza ha confermato la fermata dell’area a caldo entro fine ottobre già decisa dalla stessa Corte con un decreto il 27 luglio (scadenza 90 giorni). Adesso Acciaierie e Ilva, alla luce del fatto che la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l’udienza per discutere il ricorso straordinario contro la fermata presentato dalle due società, dovrebbero presentare una nuova istanza urgente alla Corte di Milano. “Chiederò agli associati una sospensiva dei licenziamenti sino all’udienza della Cassazione, c’è un minimo di continuità, c’è un barlume di continuità perché penso che almeno sino ad allora gli altiforni saranno tenuti in preriscaldo”, dichiara Convertino.

