“Il personale che accede alla cassa integrazione viene preso in carico dalle agenzie per il lavoro, viene inserito sulla nostra piattaforma e inserito nei percorsi di formazione e di riqualificazione. Nel caso in cui ci sia un'offerta di lavoro congrua, qualora per quell'offerta di lavoro congrua, ci fosse un rifiuto, non c'è ovviamente la sospensione dal del godimento della cassa integrazione, però ci sarà una sanzione”. Lo ha annunciato Marina Calderone, ministro del Lavoro, al tavolo sull’ex Ilva in corso a Palazzo Chigi, riferendosi alla cassa per il personale di Ilva e di Acciaierie che andrà in cassa.
Lo riferiscono fonti sindacali. “Il nostro obiettivo - ha spiegato Calderone - non è quello di costruire un bacino che non si esaurisce mai. Il sostegno al reddito è necessario - e in questo momento stiamo parlando di 12.000-16.000 unità -, ma proprio per questo motivo, costruendo la norma al ministero del Lavoro, non abbiamo voluto che ci fosse l'idea che ci abbandonavamo a una soluzione di ammortizzatore sociale senza soluzione di continuità per i lavoratori di AdI e di Ilva in Amministrazione Straordinaria".
"Per noi - ha rilevato Calderone - un tema di connessione anche con quella che è la necessaria strategia di rilancio dell'azienda. In attesa della cessione, noi riteniamo che in questo momento debbano esserci le condizioni per una cassa integrazione eccezionale. E abbiamo anche inserito, proprio all'interno di questo ragionamento, un percorso che deve accompagnare verso la l'eventuale ricollocazione anche all'esterno del personale. Per favorire i percorsi di reinserimento lavorativo, abbiamo rafforzato - ha spiegato Calderone - i benefici contributivi a cui potranno accedere le aziende che assumeranno a tempo indeterminato i lavoratori di questo bacino, perché potranno beneficiare per 2 anni dell'esenzione contributiva al 100% fino a un massimo di 8.500 euro e avranno un diritto a un incentivo di 20.000 euro erogabili il 50% dopo 6 mesi dall'assunzione e l'ulteriore 50% dopo 24 mesi. Condizione per non incorrere nella revoca dei benefici, è il mantenimento dell'occupazione per almeno 4 anni, quindi non è occupazione slegata solo ed esclusivamente ai benefici contributivi, perché il nostro obiettivo è certamente la stabilizzazione”.
Inoltre, ha proseguito Calderone, “noi mettiamo all'interno delle condizioni: il mantenimento dei livelli occupazionali per almeno 4 anni, il rispetto di quello che è il salario giusto inteso come la legge 2026, quindi anche il riconoscimento del trattamento economico complessivo garantito dai contratti delle organizzazioni datoriali più rappresentative”.
Per il ministro del Lavoro, “questa è una scelta del Governo, del Governo Meloni, su cui il Consiglio ha voluto mettere la firma, dimostrando che ogni nostro intervento normativo di incentivo del lavoro e delle assunzioni, ha sempre avuto questa caratterizzazione. E la portiamo anche perché crediamo possa essere un coinvolgimento dell'indotto. Siamo certi che possa essere un riferimento anche per il futuro lavorativo e quindi le eventuali riqualificazioni e ricollocazioni del personale”. Per il personale dell’indotto-appalto ex Ilva che rischia il licenziamento con la fermata a fine ottobre dell’area a caldo, “ci sarà una cassa integrazione in deroga”. ha detto - secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti al tavolo di Palazzo Chigi - il ministro del Lavoro, Marina Calderone.
“Inizialmente - ha sostenuto - finanziamo un periodo che va dal 1 di ottobre del 2026, come data che dobbiamo prendere a riferimento, quindi ci accompagna fino al 31 dicembre, e poi abbiamo previsto anche una quota 2027, inizialmente finanziata fino al mese di febbraio, cioè 2 mesi, ma solo ed esclusivamente per il fatto che poi queste norme debbono trovare ulteriore inserimento e quindi copertura nei dati di bilancio. Però - ha aggiunto il ministro secondo quanto spiegano le fonti - abbiamo voluto tenerci anche un periodo nel 2027 in modo da poter avere una continuità d'impiego anche nelle more dell'approvazione del bilancio. Poi ci siamo concentrati anche su quello che è invece il perimetro di Acciaierie d'Italia, senza dimenticarci Ilva in Amministrazione Straordinaria, ma Ilva in Amministrazione Straordinaria al momento ha un percorso già noto di cassa integrazione che scade dal 31 dicembre del 2026 e che è cofinanziato per quanto riguarda l'intervento integrativo, quindi il 70% dell'integrazione, sempre dalla legge di bilancio con i fondi p per uno stanziamento specifico nell'ambito dei fondi per creare la sicurezza. Quindi anche lì ci sarà un intervento conseguente. Per quanto riguarda il personale di AdI, noi - ha rilevato il ministro del Lavoro - proponiamo e abbiamo costruito una norma che riconosca l'integrazione al 70%. Quindi allinea allinea anche AdI all'integrazione con una condizionalità, che poi sarà introdotta anche sulle sugli interventi che si faranno per Ilva in Amministrazione Straordinaria in legge di bilancio”.
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