“Non si gioca con il futuro di 20.000 lavoratori! Ambiente, salute e lavoro”. E' il grande cartello attraverso una 'vela' montata a bordo di un furgone, che da stamattina campeggia lungo via Ancona, una delle strade di Taranto che conduce allo stadio Iacovone, impianto di punta dei Giochi del Mediterraneo che si svolgono in città sino al 3 settembre.
L’iniziativa è dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb che hanno riprodotto i colori del logo dei Giochi e l’immagine del ponte girevole di Taranto nella parte dove si vede la scritta gigante Embrace the future, lo slogan di questa ventesima edizione dei Giochi con 3.800 atleti dei 26 Paesi mediterranei che vi partecipano.
Con la 'vela' le sigle sindacali intendono richiamare il problema dell’ex Ilva dove a fine ottobre, per un decreto emesso a luglio dalla Corte d’Appello di Milano, dovrà fermarsi l’area a caldo (cokerie, altiforni e acciaierie), la parte centrale della fabbrica. Lo stop a quest’area determinerà pesanti ripercussioni occupazionali sia tra il personale diretto dello stabilimento che tra quello delle imprese appaltatrici e dell’indotto. La 'vela' ideata dai sindacati sarà itinerante e stazionerà all’ingresso di Taranto lato città vecchia, in piazza Fontana, nonché a parco Cimino, nelle cui vicinanze c’è il centro nautico per canoa e canottaggio, e in viale Virgilio, arteria lungo la quale insiste lo stadio del nuoto con le due piscine olimpioniche da 50 metri ciascuna, coperta e scoperta. “In occasione dei Giochi del Mediterraneo, Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno scelto di riportare nelle strade di Taranto il messaggio dello sciopero del 3 agosto, attraverso un camion vela con la stessa immagine utilizzata durante quella giornata di sciopero che ha visto una straordinaria partecipazione con l’obiettivo di mettere in sicurezza tutti i lavoratori attraverso misure straordinarie ed un intervento pubblico che possa realmente garantire una transizione ecologica”. Lo dicono le sigle sindacali sull’ex Ilva.
“Lo facciamo con rispetto per i Giochi del Mediterraneo, per gli atleti, per le delegazioni e per tutte le persone che stanno contribuendo alla riuscita di un evento internazionale importante per la nostra città - sottolineano le sigle sindacali - e lo facciamo con ancora più rispetto per Taranto, una città difficile, che per decenni ha pagato un prezzo altissimo per la sua storia industriale. Taranto ha dato lavoro, ricchezza e produzione al Paese, ma ha anche conosciuto sulla propria pelle le conseguenze di anni di assenza di politiche industriali, ambientali e sociali. A pagare quel prezzo sono stati i cittadini, le famiglie e, in modo particolare, i lavoratori che dentro quegli stabilimenti hanno trascorso una parte della propria vita lavorativa. Per questo - affermano i sindacati - accanto alle rivendicazioni già avanzate sul futuro dell’ex Ilva, riteniamo necessario porre con forza anche il tema del futuro di tutti i lavoratori, nessuno escluso, che negli anni hanno subito le conseguenze di questa vertenza infinita”.
Per i sindacati, “la crisi dell’ex Ilva si è determinata per la mancanza di scelte coraggiose di tutti i governi che si sono succeduti negli anni, preferendo interventi emergenziali senza una reale programmazione della transizione ecologica. Oggi siamo a un punto di svolta e le responsabilità del Governo non possono ricadere sui lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in AS e Appalto”.

