"Una cordata italiana per l’ex Ilva? Io non mi fermo più alle dichiarazioni, ho bisogno di guardare con attenzione alle proposte definitive”. Lo dice all’AGI il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, dopo aver partecipato al vertice al Mimit con il ministro Adolfo Urso. “C’é una cordata italiana? Anche per una questione di reputazione ci da qualche garanzia in più - dice Bitetti -. Si riduce il rischio che possano lasciare l’investimento. Ma noi abbiamo un problema più serio: qualunque sia la proposta, ci sarà la questione dei lavoratori e quindi noi abbiamo ribadito le richieste e le soluzioni per i lavoratori: i prepensionamenti per l’esposizione all’amianto, gli scivoli pensionistici, gli incentivi all’esodo. E poi c’é la questione delle aree. Per quelle da bonificare - dice il sindaco di Taranto - si possono usare le imprese locali in modo da dare loro ossigeno. Per l’area a capping, abbiamo invece detto di mettere a disposizione queste aree - grazie alla strategicità della zona industriale, molto appetibile dal punto di vista logistico - per creare attrattività e favorire le aziende che guardano al territorio com attenzione. È meglio favorire imprese che possono generare altra ricchezza piuttosto che bruciare risorse pubbliche. Questo, per esempio, ci da idea per l’hub delle energie rinnovabili. Inoltre, vanno assecondate le vocazioni del territorio: porto mercantile e porto commerciale in linea con il Piano Mattei, porto militare e Arsenale militare per quanto riguarda la cantieristica, l’Università del Mediterraneo”.
“Sull’area a caldo dell’ex Ilva mi pare che non ci sia da discutere ancora. Il decreto della Corte d’Appello é molto chiaro. Noi abbiamo chiesto un piano certo e definitivo che faccia chiarezza sull’area a freddo, su quali impianti di quest’area possono essere riattati, e perciò abbiamo chiesto un piano industriale. Noi ci esprimiamo solo davanti ad una proposta definitiva che magari abbia anche come garante la presenza dello Stato”. sottolinea il sindaco di Taranto, Piero Bitetti. “Con il presidente della Regione, Antonio Decaro, abbiamo convenuto nel cercare con insistenza nell’area tarantina un’area che rispetti le loro richieste”, aggiunge poi il sindaco Bitetti in merito alla proposta che oggi il gruppo Pirelli ha fatto pervenire al ministro delle Imprese, Adolfo Urso, nel vertice al Mimit.
Molti dei progetti oggi rilanciati erano già noti dai precedenti incontri, mentre quello di Pirelli è una novità. In una lettera a Urso, il gruppo Pirelli ha affermato che sta valutando un investimento in Puglia fino a 100 milioni con 1.000 nuovi occupati tra diretti e indiretti. Si tratta, viene precisato, di un possibile progetto di sviluppo potenzialmente in grado di generare un migliaio di nuovi posti di lavoro tra occupazione diretta e indiretta. Si tratterebbe, secondo quanto emerge dalla comunicazione di Pirelli, della realizzazione di un centro di innovazione con pista prove, collegato all’hub di Bari dedicato allo sviluppo software, con il quale potrebbero svilupparsi importanti sinergia. Il gruppo Pirelli sarebbe già in contatto con il Mimit e con la Regione Puglia per individuare il sito più idoneo.
Il sindaco Bitetti valuta poi “interessante” la proposta del gruppo Renexia (gruppo Toto) ma che “comunque chiede la presenza di acciaio. Si è parlato di 150 milioni di investimento privato e di 1.600 posti di lavoro”. Renexia, in particolare, ha proposto un impianto di carpenteria destinato al settore eolico offshore.
“La proposta del gruppo Toto mi é sembrata la più concreta e determinata - aggiunge Bitetti -. Poi ci sono anche realtà già presenti come Vestas”. Il sindaco aggiunge che “si potrebbe insistere su quel bando che dovrà fare la Commissione UE - dovrebbe uscire a breve e Taranto potrebbe guardare con attenzione - e che riguarda le aree di accelerazione industriale in modo tale che c’é una semplificazione delle procedure e degli iter”.
“Pur valutando positivamente i nuovi progetti di investimento promossi da importanti gruppi industriali leader nel Paese”, serve “una definizione più esatta e puntuale dei piani, con tempistiche certe sulla loro articolazione e attuazione”. Lo dice il anche sindaco di Statte, Fabio Spada, presente oggi al Mimit, per il vertice sull’ex Ilva, insieme al governatore della Puglia, Antonio Decaro, e al sindaco di Taranto, Piero Bitetti.
“Resta inoltre centrale - dice Spada - il nodo strategico dell'ex Ilva. Alla luce delle recenti pronunce giudiziarie, occorre chiarire con urgenza il futuro dello stabilimento, definendo le reali prospettive dell'azienda per affiancare ai processi di reindustrializzazione e diversificazione una risposta solida e definitiva".
Per il sindaco di Statte, bisogna “giocare a carte scoperte per individuare la soluzione migliore e mettere in campo risorse, mezzi e strategie adeguate”. E ancora, aggiunge Spada, “serve giungere a soluzioni concrete e superare le incertezze per il futuro dell'area tarantina con un'azione coordinata e trasparente tra Governo, enti locali e parti sociali. Taranto e l'intera comunità hanno urgente bisogno di capire quale direzione prenderà il territorio, sia sul fronte del settore siderurgico sia riguardo a nuove forme di investimento. Le risposte attese non riguardano solo le imprese - conclude -, ma toccano direttamente la vita dei cittadini, a partire dagli operai dell'ex Ilva e dai lavoratori dell'indotto che da tempo aspettano tutele chiare".

