"La Regione Puglia ha dichiarato concluso lo stato di emergenza idrica. Contestualmente, il presidente Antonio Decaro ha reso noto il recupero di oltre 10 milioni di metri cubi di acqua, ottenuto attraverso interventi di efficientamento del sistema idrico". E' quanto si legge in una nota della Rete Civica.
"Si tratta di un dato di particolare interesse anche alla luce del progetto del dissalatore sul fiume Tara.
Nel Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), e nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che ne costituisce parte integrante, l'opera è stata motivata anche dalla necessità di fronteggiare la crisi idrica e di garantire una nuova disponibilità di circa 9 milioni di metri cubi di acqua all'anno.
Oggi, tuttavia, il quadro appare mutato: l'emergenza è terminata e gli interventi realizzati sulla rete e sul sistema degli invasi hanno consentito di recuperare un volume d'acqua superiore a quello attribuito al contributo previsto dal dissalatore.
Questa evoluzione non porta automaticamente a concludere che l'opera non sia più necessaria. È però legittimo chiedersi se il mutamento delle condizioni che avevano contribuito a giustificarla debba essere valutato con attenzione, soprattutto considerando che si tratta di un'infrastruttura destinata ad incidere sul territorio, sull'ambiente e sulle risorse pubbliche per molti decenni.
La normativa che disciplina la Valutazione di Impatto Ambientale prevede che siano esaminate anche le alternative ragionevoli al progetto, compreso lo scenario cosiddetto "do-minimum", ossia l'evoluzione prevedibile del sistema attraverso gli interventi programmati e la normale gestione delle infrastrutture esistenti.
Alla luce dei risultati oggi conseguiti, assumono quindi particolare rilievo alcune questioni di interesse pubblico:
- la cessazione dello stato di emergenza e il recupero di oltre 10 milioni di metri cubi d'acqua modificano, almeno in parte, il quadro delle motivazioni che avevano sostenuto la necessità dell'opera?
- gli interventi di manutenzione straordinaria delle reti, di riduzione delle perdite e di recupero della capacità degli invasi avrebbero potuto essere programmati e realizzati con maggiore anticipo, evitando il ricorso a misure emergenziali?
- tali interventi sono stati valutati in modo completo e proporzionato, nell'ambito della VIA e del PAUR, come possibili alternative o misure complementari idonee a conseguire gli obiettivi dichiarati?
- quale ruolo dovranno assumere, in futuro, gli interventi di efficientamento delle infrastrutture esistenti nella pianificazione della sicurezza idrica regionale?
Si tratta di interrogativi che riguardano non soltanto il progetto del dissalatore, ma più in generale il metodo con cui vengono pianificate le grandi opere pubbliche e la gestione delle risorse idriche.
In un contesto caratterizzato dai cambiamenti climatici e dalla crescente pressione sulle risorse naturali, è interesse di tutti che le decisioni siano fondate su valutazioni tecniche aggiornate, trasparenti e pienamente confrontabili con le possibili alternative, affinché ogni investimento pubblico risponda ai principi di efficacia, proporzionalità e tutela dell'ambiente."

