Definisci ricatto occupazionale. Definisci disastro ambientale. Definisci zona di sacrificio. E avanti così per raccontare una storia che fa male scrivere. Ora definisci Taranto. Usa parole chiare, nette, taglienti, l'ultimo manifesto che le realtà associative e i movimenti tarantini hanno voluto affiggere in via Dante, a Taranto. Oggi la conferenza stampa di presentazione di questo nuovo atto di testimonianza, di denuncia, di sensibilizzazione.
"Una strada dalla quale chi lotta per la chiusura dell'Ilva, e di tutte le fonti inquinanti, invasive, non compatibili- come hanno sottolineato i promotori dell'iniziativa- non si può prescindere.
Per amore di Taranto, dei nostri figli e nipoti, delle future generazioni e di noi stessi. E chi ce lo fa fare? - si domandano provocatoriamente gli attivisti- L'orgoglio di essere tarantini e la dignità di esseri umani.
A volte bisogna regalare due ore della nostra vita alla terra che ti accoglie e che qualcuno continua a ferire. Questa è una di quelle volte, come illustra benissimo il manifesto davanti al quale siamo perché bisogna continuare a difendere il nostro territorio."
Questi i promotori: APS Genitori Tarantini; Terra Jonica; Coordinamento Cittadino Lido Azzurro; Comitato Quartiere Tamburi;
Dis-Education; Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti; Associazione Progentes; Comitato Qualità per la Vita; Rete Difesa Fiume Tara; Gambe di Mazinga; LMO – Sindacato di Base; APS Fotografi per Passione Taranto; A.N.T.A. – Associazione Nazionale Tutela Ambiente; Associazione Nobilissima Taranto; Comitato Donne e Futuro per Taranto Libera; Palazzo Ulmo; Comitato Taranto L.I.D.E.R.; PeaceLink.

