Pubblicato il bando del Just Transition Fund (Jtf) riservato alla riqualificazione dei lavoratori portuali di Taranto. Si tratta dei 320 addetti ex Tct-Evergreen, da anni disoccupati e in carico all’Agenzia per il lavoro portuale che corrisponde loro l’Ima, l’indennità di mancato avviamento, la cassa integrazione dei portuali. I sindacati dei trasporti Cgil, Cisl e Uil parlano di “risultato atteso. Ora la formazione diventi il ponte verso il lavoro stabile per gli ex Tct”. La pubblicazione dell'avviso Jtf portuali 2026 finanzia infatti i percorsi di formazione e riqualificazione professionale della categoria.
“Si tratta di un passaggio di straordinaria importanza, frutto di un lungo lavoro sindacale, istituzionale e politico, che rappresenta finalmente l'avvio concreto di un percorso atteso da troppo tempo - affermano le sigle - Un risultato che arriva dopo anni di rivendicazioni, confronti e pressioni esercitate unitariamente dalle organizzazioni sindacali affinché fossero reperite le risorse necessarie e aggiornato il catalogo regionale delle qualifiche professionali. I lavoratori portuali ex Tct - proseguono i sindacati - vivono ormai da 12 anni una condizione di sospensione lavorativa, sostenuti esclusivamente dall'Indennità di mancato avviamenti (Ima). Una misura che, pur garantendo un indispensabile sostegno economico, non ha mai potuto rappresentare una vera risposta alle legittime aspettative di dignità professionale e di pieno reinserimento nel mondo del lavoro. L'Ima, inoltre - rilevano i sindacati - è destinata a scadere il prossimo 31 dicembre, rendendo ancora più urgente la necessità di costruire un percorso concreto di ricollocazione lavorativa. Proprio per questo il protocollo d'intesa sottoscritto nell'aprile 2024 tra Regione Puglia e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni coinvolte, ha rappresentato una svolta decisiva, consentendo l'aggiornamento del repertorio regionale delle qualifiche professionali e la definizione di un'offerta formativa moderna, coerente con i nuovi fabbisogni occupazionali del porto di Taranto”.
Per i sindacati, “gli 11 nuovi profili professionali, inseriti nel catalogo regionale proprio dal lavoro della cabina di regia guidata da Leo Caroli e previsti dal bando, costituiranno un fondamentale percorso di upskilling e reskilling, indispensabile per preparare i lavoratori alle nuove sfide che il porto affronterà nei prossimi anni legati ai nuovi investimenti sulla logistica portuale, sulla movimentazione merci, sull’eolico offshore, sulla cantieristica navale e sui servizi nautici. La formazione - dicono i sindacati - non deve essere considerata un punto di arrivo, ma lo strumento che darà gambe e braccia a un reale cambio di passo. L'obiettivo condiviso deve essere quello di mettere i lavoratori nelle condizioni di cogliere le opportunità occupazionali offerte dall'insediamento di nuove imprese, dagli investimenti previsti sul porto e dai processi di transizione industriale ed energetica sostenuti dal Just Transition Fund”.

