Venerdì, 03 Luglio 2026 16:24

L'APPELLO/ Italia Nostra: salviamo la Città vecchia di Taranto, sta morendo lentamente In evidenza

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SALVIAMO la città Vecchia di Taranto!  Sta morendo lentamente.

È un appello accorato quello che Italia Nostra lancia attraverso una lettera che ha come destinatari il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il responsabile Tutela del Patrimonio culturale del MIC, dott. Luigi La Rocca,  il Vescovo  di Taranto, mons. Ciro Miniero, il 

Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, 

il Presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano, 

il  Sindaco di Taranto, Piero Bitetti. 

Ecco il testo della lettera a firma del Presidente nazionale di ITALIA NOSTRA APS Edoardo Croci e della

Presidente del Consiglio Regionale ITALIA NOSTRA PUGLIA

Ilaria Pecoraro. Alla lettera è allegata una ricca documentazione fotografica.

"La Camminata Patrimoniale svolta in data 6 luglio 2026, organizzata dall’Ordine degli Architetti di Taranto ed INU Puglia, alla quale hanno aderito Teatro Crest, Fondazione Giuseppe Di Vagno, Cooperativa I.S.O.L.A., Nobilissima Taranto, Centro Servizi Volontariato Taranto, Taranto Grand Tour e Italia Nostra Regione Puglia, ha evidenziato lo stato di degrado materiale e di decadimento strutturale in cui vessano gli edifici storici sull’antica isola.

Murature prive di orizzontamenti svettano, come vele al vento, preannunciando ribaltamenti fuori dal piano pericolosi se non preventivamente tirantati. Materiali esposti alle intemperie e all’incuria generata dall’abbandono, manifestano forme di degrado chimico, fisico e antropico, tipico delle calcareniti esposte alla salsedine e ai venti di mare.

Al fine di SALVARE quei Monumenti antichissimi e stratificati, che si siedono sui ruderi della nobile Taranto spartana, ostentando una bellezza architettonica sedimentata nel corso di 2700 anni di Storia, ITALIA NOSTRA solleva un grido di dolore, di fronte alla mancata TUTELA e SALVAGUARDIA di questo antico patrimonio storico-architettonico-culturale.

SALVARE si può!

SALVARE si deve, in nome della nobile STORIA tarantina e in nome di quanto sancito dall’art. 9 della

Costituzione Italiana.

Il problema della Conservazione della Città Vecchia affonda le sue radici nel periodo fascista, ma prosegue fra

aspre polemiche anche negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, fra fautori della demolizione-

ricostruzione e sostenitori della Conservazione Integrata. Seppur la tematica è stata oggetto di preziose

riflessioni e d’interventi puntuali di restauro architettonico su alcune emergenze monumentali, oggi non è più il tempo della demolizione, a colpi di piccone, del tessuto edilizio storico di base, come invece di recente si

rileva nella parte bassa dell’isola.

ITALIA NOSTRA rivolge ad alta voce un accorato appello.Ci si attivi per mettere in sicurezza tutto il concentrato edificato storico dell’isola, per preservarlo dal crollo,

per avviare processi virtuosi di recupero funzionale degli edifici storici, senza abbattimento e ricostruzione, in nome di quei principi di Conservazione Integrata dettati dalla Carta del Restauro italiano del 1964 e poi ampliati e meglio definiti nella Carta del Restauro del 1972 (Commissione Franceschini) e acquisiti nel TU 42/2004.

Per non snaturare lo skyline dell’isola, per non alterare la tipologia storica edilizia, i materiali del costruire, le

tecniche costruttive antiche, la sommatoria di valenze storiche ed estetiche e psicologiche che connotano ancora questo lembo di storia, ITALIA NOSTRA chiede:

▪ Il rispetto della materia prima che compone il tessuto edilizio storico di base, i monumenti architettonici, le preesistenze archeologiche, tutto ciò che si fa testimonianza materiale avente valore  di civiltà;

▪ il mantenimento degli sviluppi altimetrici storici preesistenti;

▪ il ricorso nel restauro urbano all’uso di tecniche costruttive antiche;

▪ la tutela del diritto ad abitare dei suoi cittadini nativi della Città Vecchia, in nome di quel Restauro

psicologico già applicato da Roberto Pane per Napoli e per Varsavia, dopo la distruzione integrale del secondo conflitto mondiale.

ITALIA NOSTRA propone:

▪ la costituzione di una Comunità Patrimoniale per la Tutela della Città Vecchia, ai sensi della Convenzione di Faro, per difenderla da speculazioni edilizie e operazioni di snaturamento formale e

sostanziale;

▪ la propria disponibilità a contribuire alla costituzione di un tavolo tecnico-istituzionale di lavoro e di confronto, per indicare strade appropriate nel raggiungimento degli obiettivi di Tutela, Conservazione, Fruizione e Valorizzazione della Città Vecchia.

IMPORTANTE è adesso fermare le RUSPE e cambiare rotta metodologica in materia di TUTELA e

CONSERVAZIONE.

PERCHE’?

Perché la Città Vecchia di Taranto costituisce il Cuore della Storia delle Civiltà del Mediterraneo, patrimonio identitario unico sia per i suoi abitanti sia per l’intera nazione italiana."

    

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